Sanifonds Trentino e l’inversione ad U di De Laurentis: prima tutti gli altri, poi forse gli artigiani…

Nel sollecitare una risposta all’interrogazione 3044/XV presentata il 30 aprile 2016 (scadenza prevista per la risposta 17 giugno 2016) e già sollecitata nel luglio 2016, si illustra qui una nuova puntata della saga del fondo sanitario integrativo “Sanifonds Trentino”, a presidenza Roberto De Laurentis e vice presidenza Walter Largher.

Associazione privata non riconosciuta, alla quale col sistema borderline del silenzio-assenso erano stati iscritti i circa 38.500 lavoratori del comparto provinciale (Azienda Sanitaria, scuola, case di riposo, ecc…), dei quali circa 12.000 hanno comunicato in forma scritta la loro volontà di non aderire, portando il numero di iscritti effettivi a circa 26.500.

Nonostante tutto si è superata la fatidica cifra di 22.000 iscritti, base considerata come imprescindibile per la convergenza in Sanifonds di un altro fondo integrativo noto come “Sia3”, come previsto da un protocollo datato 2013. Al momento ammontano a circa 11.500 i lavoratori del mondo delle imprese artigiane aderenti a Sia3, che a questo punto dovrebbero entrare in Sanifonds.

Il tutto viene confermato da una lineare rassegna stampa.

Il 12 aprile: «Oltre ai lavoratori pubblici, aderiranno anche gli artigiani, come spiega De Laurentis: “Noi abbiamo detto che i dipendenti delle aziende artigiane avrebbero aderito non appena raggiunto la quota di 22 mila adesioni”…» (“Trentino” – 12 aprile 2016).

L’8 luglio: «La seconda fase dell’attuazione del progetto sarà quella di aprire le adesioni agli 11.500 dipendenti del mondo artigiano» (“Trentino” – 8 luglio 2016).

Il 25 luglio: «Lo stesso De Laurentis aveva spiegato che i dipendenti delle aziende artigiane sarebbero passati non appena raggiunta la quota di 22 mila aderenti. Adesso questa quota è stata raggiunta, quindi Sanifonds potrebbe allargare di molto la sua base contributiva» (“Trentino” – 25 luglio 2016).

Con l’interrogazione numero 3381/XV presentata dal sottoscritto, chiedevo proprio lumi su “quando è previsto l’ingresso nel fondo del 12.000 dipendenti con il contratto artigiani, così come stabilito dall’accordo stipulato alla costituzione del fondo”. In data 1 settembre 2016 arrivava la risposta ufficiale targata Assessore Luca Zeni, indicando che «al momento da notizie assunte presso Sanifonds non è ancora prevista una data per il passaggio dei dipendenti del settore artigianato al fondo», notizia evidentemente già obsoleta la mattina successiva, quando il 2 settembre a mezzo stampa lo stesso presidente De Laurentis, alla domanda sul “quando” il mondo privato aderirà al Fondo, dichiara: «Nei tempi tecnici che servono (…) i primi a farlo saremo noi artigiani, facendo confluire il nostro fondo integrativo “Sia3” in Sanifonds entro il 30 aprile 2017: non possiamo farlo prima, perché dobbiamo completare i rimborsi 2016. Vuol dire che dal prossimo anno alla gestione Sanifonds faranno riferimento anche i nostri 11.500 dipendenti» (“l’Adige” – 2 settembre 2016). La dichiarazione di De Laurentis è perfettamente in linea con quanto previsto dall’accordo del 20 giugno 2013 che nel dettaglio prevede come «il fondo Sia3, al momento della piena operatività del Fondo sanitario integrativo per i dipendenti della Provincia di Trento, in termini di iscrizione di almeno 22.000 (ventiduemila) lavoratori dall’insieme degli altri comparti (pubblici e privati), deciderà i tempi e le modalità della confluenza di Sia3 stesso nel Fondo integrativo sanitario territoriale».

Quindi tempi decisi: il 30 aprile 2017 gli artigiani entrano in Sanifonds. Macché.

Poco più di un mese dopo, il 23 ottobre 2016, De Laurentis smentisce sé stesso e tira il freno a mano. Anzi, fa un’inversione ad U. «Non abbiamo nessuna intenzione di muoverci finché non lo faranno tutte le altre categorie» dichiara perentoriamente a mezzo stampa. «Abbiamo detto che siamo disposti a entrare in Sanifonds al raggiungimento di 22.000 dipendenti nel fondo, ma – aggiunge – non ci riferiamo solo ai dipendenti pubblici, ma anche ad altre categorie». E ancora: «Non abbiamo nessuna intenzione di muoverci finché tutte le altre categorie non si muovono. Non abbiamo intenzione di entrare in un fondo che è esclusivamente pubblico con qualche macchietta privata» (“Corriere del Trentino” – 23 ottobre 2016).

Rimane a questo punto da rileggere nuovamente l’accordo del 2013, che prevede come vincolo la «piena operatività del Fondo sanitario integrativo per i dipendenti della Provincia di Trento, in termini di iscrizione di almeno 22.000 (ventiduemila) lavoratori dall’insieme degli altri comparti (pubblici e privati)». La piena operatività c’è; il vincolo numerico è rispettato, rimane da capire se i 22.000 iscritti rappresentano anche un insieme dato dalla somma di dipendenti della Provincia e di dipendenti di altri comparti.

In risposta all’interrogazione 3381/XV, l’Assessore Zeni riporta proprio la composizione degli iscritti al Fondo: 6094 aderenti dalla Provincia Autonoma di Trento, 6570 dal comparto scuola, 6141 da Comuni e Comunità, 4241 dall’APSS, 3135 dall’APSP, 330 da altri Enti, tra i quali dipendenti di impianti funiviari e di altre società. Quindi oltre ai dipendenti della Provincia di Trento, vi sono anche gli iscritti riconducibili ad altri comparti ed enti. Lo stesso De Laurentis parla di «qualche macchietta privata», basta rispolverare gli articoli del 30 novembre 2013 che titolavano: «Sanità integrativa, Silvelox prima aderente», riportando come la S.p.A della Valsugana fosse la prima ad aderire al fondo sanitario integrativo “Sanifonds Trentino”, quindi confermando che il cosiddetto “insieme” di 22.000 iscritti è stato soddisfatto sia numericamente che qualitativamente.

Se questo non fosse dirimente, per capire che qualcosa non quadra, basta ricordare un’ultima volta le parole dello stesso De Laurentis. A settembre «i primi a farlo saremo noi artigiani, facendo confluire il nostro fondo integrativo “Sia3” in Sanifonds entro il 30 aprile 2017», a ottobre «Non abbiamo nessuna intenzione di muoverci finché non lo faranno tutte le altre categorie».

A dare un ulteriore tocco paradossale alla vicenda è sapere che a metà settembre c’è stato il “rinnovo” delle cariche del fondo integrativo degli artigiani “Sia3”, la cui presidenza è stata affidata nientemeno che a Walter Largher, e la vicepresidenza a Roberto De Laurentis, cioè proprio gli stessi ai vertici di Sanifonds, ma a ruoli invertiti.

premesso quanto sopra, si interroga la Giunta provinciale per sapere:

  1. per quale ragione il vicepresidente di Sia3 non intende più onorare l’accordo firmato il 20 giugno 2013, che prevede l’ingresso in Sanifonds Trentino – del quale è presidente -, dei lavoratori del mondo delle imprese artigiane aderenti;
  2. quando è previsto l’ingresso nel fondo dei circa 11.500 dipendenti con il contratto artigiani, così come stabilito dall’accordo stipulato alla costituzione del fondo;
  3. quante risorse sono state destinate finora dalla Provincia a “Sanifonds Trentino” e quante sono le risorse destinate al fondo da altri comparti;
  4. quanti rappresentanti ha la Provincia nel CdA di “Sanifonds Trentino” e qual è il numero complessivo di rappresentanti;
  5. quando è prevista la convocazione dell’assemblea dei soci che designerà il CdA effettivo del fondo, considerato che l’attuale è in forma provvisoria;
  6. quale compenso è previsto per il Direttore di “Sanifonds Trentino” e da che risorse viene attinto;
  7. quanti sono gli aderenti al fondo che hanno ad oggi presentato richiesta di rimborso, per che prestazioni sanitarie e per quale valore.

A norma di regolamento, si chiede risposta scritta.

Cons. Claudio Cia

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