Scuole paritarie, perchè non sono un corpo estraneo al sistema scolastico e non tolgono risorse a quelle statali

Considerato che viviamo in un tempo nel quale un rappresentante sindacale (Uil) ed un esponente politico (M5S) hanno un’idea ancora scorretta sulla scuola paritaria, sembra necessario portare all’opinione pubblica alcuni dati reali, utili a restituire verità ad un dibattito che sembra aver imboccato una strada esclusivamente ideologica.

Chi ancora oggi parla di “scuola privata” e non di scuola paritaria, non conosce la legge n. 62 del 2000 che al primo articolo recita: “Il sistema nazionale di istruzione, fermo restando quanto previsto dall’articolo 33, comma 2 della Costituzione, è costituito dalle scuole statali e dalle scuole paritarie private e degli enti locali.”

Le scuole paritarie non sono quindi un “corpo estraneo al sistema,” ma ne fanno parte a tutti gli effetti. Le scuole paritarie, cattoliche e non, operano per un servizio pubblico; sono scuole che svolgono programmi alla pari con quelli ministeriali, ma non con la “decima” dei cittadini quanto con la “miseria” che rimane. Ed il tema è proprio questo: a parità di servizio erogato, i costi a carico delle casse pubbliche sono molto diversi. La scuola paritaria non ruba niente alla statale, come qualcuno vorrebbe far credere e come tanti, per ignoranza e non per cattiveria, si ostinano a pensare.

I dati aggiornati al 2016, del Ministero e della Provincia, sono i seguenti:

Alla scuola pubblica un alunno della scuola primaria costa non meno di 6.634,15 euro. La Provincia eroga alla scuola paritaria, per lo stesso alunno, euro 1.898,59. Un minor costo per le casse pubbliche di euro 4.937,26 con la medesima qualità di servizio!

Un alunno della scuola secondaria di primo grado (media) costa non meno di euro 6.835,85: la Provincia eroga alla scuola paritaria, per lo stesso alunno euro 2.658,03. Un minor costo per le casse pubbliche di euro 4.177,82 con la medesima qualità di servizio!

Uno studente della scuola secondaria di secondo grado (superiori) costa alla scuola pubblica non meno di 6.914,31: la Provincia eroga alla scuola paritaria per lo stesso studente euro 2.425,43. Un minor costo per le casse pubbliche di euro 4.488,88 con la medesima qualità di servizio!

Oltre a ciò, va ricordato che la scuola paritaria, per lo più, opera in sedi realizzate dagli Ordini religiosi grazie a donazioni o comunque con soldi propri e perciò la loro messa a disposizione gratuita di compendi edilizi rilevanti (sui quali ora si vuole anche far gravare l’imposta immobiliare), contribuisce ad abbattere la spesa pubblica.  Detto diversamente: la chiusura delle scuole paritarie, chiederebbe alle casse pubbliche costi aggiuntivi molto ragguardevoli, quindi risulta veramente ridicolo sostenere che “le condizioni sempre peggiori nelle quali versa la scuola pubblica” (sarebbe più giusto dire statale) siano addebitabili alla scuola paritaria. La vera discriminazione è quella che subiscono le famiglie: già pagano le tasse per fruire dei servizi pubblici quali l’istruzione ma, nel momento in cui decidono di effettuare una scelta diversa dalla scuola statale, sono costrette a pagare una retta.

La scuola paritaria inoltre, non meno della statale, dal 2008 al 2013 ha subito continui tagli fino a raggiungere il 25% del contributo ordinario, trovandosi così in situazioni di forte difficoltà, specialmente nel far fronte al costo principale che è quello del personale. Nel frattempo invece, i costi a carico del bilancio provinciale per l’Università e Ricerca esplodevano, anche a favore di Trento Rise. Qualcuno si è mai chiesto come fa una scuola paritaria cattolica a sostenersi nonostante il poco contributo che riceve? Qualcuno è mai riuscito a pensare che il personale religioso lavora da mattina a sera “gratis et amore Dei” e che è questo il motivo per cui possono stare in piedi le loro scuole?

Che poi le scuole paritarie coprano solo una parte dei bisogni sembra solo normale, anzi la politica miope, anticristiana e antieuropea che connota buona parte della classe politica le farà morire del tutto. Secondo questa corrente la scuola paritaria “offre conoscenza solo ad alcuni”. Vien da sorridere, la offre a chi la cerca! E chi sono questi alcuni? Al Sacro Cuore sono più di settecento. Se chi si lamenta della scuola paritaria andasse a visitarla, troverebbe una realtà che accoglie chiunque vi arriva, dalla mattina alle 7:30 fino alle 18:00 per andare incontro ai bisogni dei genitori che lavorano e se qualcuno avesse il coraggio di andare oltre e di scorrere gli elenchi degli alunni, scoprirebbe che molti di loro hanno bisogni speciali e che proprio per questo le famiglie, facendo a volte sacrifici enormi, affida i propri figli a questa scuola.

In un momento nel quale, ogni giorno, si ha notizia di perdita di posti di lavoro, di una disoccupazione che non risparmia neppure il Trentino, sembrerebbe ovvio aspettarsi due cose: 1) l’apprezzamento di chi, facendo quasi i salti mortali, garantisce lavoro; 2) il riconoscimento della bontà e importanza della scuola paritaria da parte di chi brandisce lo spauracchio del taglio di contributi, per altro totalmente ingiustificato.

cons. Claudio Cia – AGIRE

Esito dell'iniziativa

 

Comunicato inviato ai media locali il 30 giugno 2016.

 

 

 

L’articolo su “La Voce del Trentino”: La scuola paritaria va difesa e sostenuta

 

 

 

Un interessante articolo a livello nazionale: Viva la scuola libera (di chiudere). Così le tasse rischiano di sterminare le paritarie

 

La scuola pubblica in Italia

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