Segnalazione al Corecom in merito alla condotta del quotidiano “Trentino”: Cia (AGIRE) chiede l’espressione del comitato.

Con la presente segnalazione si sottopone al Comitato provinciale per le Comunicazioni della Provincia Autonoma di Trento il comportamento tenuto dal quotidiano “Trentino” in occasione di due distinti articoli rientranti nella serie più ampia delle fasi preparatorie alle elezioni amministrative 2020 nel Comune di Trento, nello specifico pubblicati l’1 e il 2 febbraio, entrambi a firma “G.T.”.

Negli stessi è pubblicato quanto segue:

 “Le elezioni comunali come cartina di tornasole dello stato di coesione del centrodestra? Se è così il governatore Maurizio Fugatti qualche motivo di preoccupazione dovrebbe averlo visto che il presidente del Consiglio provinciale Walter Kaswalder ed un assessore regionale, Claudio Cia, correranno in alternativa alla Lega il 3 maggio(“Centrodestra in ordine sparso, Kaswalder e Cia senza la Lega” – Trentino, 1 febbraio 2020, pagina 20).

“Invece Claudio Cia, Agire, tre sere fa è stato a cena con Antonio Coradello per verificare la possibilità di appoggiare, nel centrodestra, un candidato d’area come Andrea Merler. Il tutto dopo aver proposto nelle settimane scorse tre nomi d’area Forza Italia/Cdu da candidare a sindaco. Le posizioni dei due cespugli sono state al centro di una riunione dai toni piuttosto tesi proprio con il segretario Mirko Bisesti di ritorno dal consiglio federale del suo partito a Milano: ha ricordato loro senza tanti giri di parole il tema della coerenza politica. Ovvero chi occupa ruoli centrali grazie alla Lega, presidente del Consiglio provinciale ed assessore regionale, non dovrebbe muoversi al di fuori della coerenza politica di coalizione. Messaggio forte e chiaro e, i bene informati, assicurano che anche i figliuoli prodighi appoggeranno (obtorto collo?) il candidato che sarà espressione del centrodestra…” (“Idea Bisesti per il centrodestra. E il segretario striglia i cespugli” – Trentino, 2 febbraio 2020, pagina 19).

Nel merito dei contenuti, si ritengono le informazioni pubblicate di sostanziale fantasia, se non altro per il semplice fatto che il sottoscritto correrà insieme alla Lega e non “in alternativa”, che i nomi proposti dal sottoscritto come candidati alla carica di sindaco sono due e di persone non iscritte a partiti, che il sottoscritto non ha partecipato a cene di alcun tipo, men che meno è stato “strigliato” da chicchessia e, cosa che si ritiene gravissima, si smentiscono categoricamente anche le presunte pressioni subite per allinearsi a non meglio precisate posizioni, facendo leva sulle cariche istituzionali, in particolare quella dello scrivente come Assessore regionale. Quest’ultima una notizia si ritiene di particolare gravità, di fatto configurando il venire meno delle condizioni di autonomia e di piena indipendenza di alcune tra le massime cariche istituzionali del nostro territorio, Presidente del Consiglio provinciale e Assessore regionale, danneggiando la reputazione e la dignità delle rispettive istituzioni e delle singole persone, senza possibilità di replica.

Si evidenzia che il sottoscritto, citato nei due articoli, non è mai stato sentito dal giornalista. Si ritiene quindi sia completamente assente la basilare fase di controllo delle informazioni per accertarne l’attendibilità, nonché di verifica prima di pubblicare la notizia, visto anche che negli articoli  non vengono citate fonti di alcun tipo.

La pubblicazione della rettifica è un obbligo di legge, ma sul piano deontologico il giornalista deve provvedervi autonomamente senza attendere l’impulso della parte lesa dalla diffusione di “notizie inesatte”. Nonostante il sottoscritto abbia puntualmente smentito ogni notizia pubblicamente, informando anche il Direttore del quotidiano, nessuna rettifica, neanche minimale, è stata pubblicata. Le ripetute smentite pubbliche dello scrivente sono state ignorate ed omesse anche nelle pubblicazioni successive, reiterando una narrazione scorretta e impedendo ai lettori la reale ricostruzione degli avvenimenti, quando questi si fossero effettivamente verificati.

Si ritiene quindi che tale condotta borderline non rientri più nell’alveo della “libertà d’informazione e di critica”, in quanto vengono violati in modo sistematico i basilari fondamenti deontologici della professione giornalistica, che impongono il rispetto della verità sostanziale dei fatti, attraverso la ricerca della maggiore accuratezza possibile di ogni dato o notizia osservando i doveri imposti dalla lealtà e dalla buona fede, nonché il già citato obbligo di rettifica delle notizie che risultino inesatte e di riparazione di eventuali errori.

Premesso quanto sopra e lasciando a codesto autorevole Organo ogni ulteriore considerazione e approfondimento nel merito, il sottoscritto, Consigliere della Provincia autonoma di Trento e Assessore regionale

CHIEDE

che il Comitato provinciale per le Comunicazioni della Provincia Autonoma di Trento si esprima in merito alla condotta tenuta dal quotidiano “Trentino” con la pubblicazione degli articoli dell’1 e 2 febbraio 2020.

 

Si ringrazia per l’attenzione e si rimane in attesa di un cortese riscontro.

Claudio Cia

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