Segnaletica per ciclisti sui passi alpini: quando proposte dei cittadini scartate, ritornano “inventate” dagli enti provinciali

È stato presentato nei giorni scorsi il progetto “Grandi salite del Trentino”, ideato da Accademia della Montagna e da Trentino Marketing per far conoscere le montagne trentine utilizzando la bicicletta. Il progetto prevede che 20 grandi salite del nostro territorio, scelte da campioni trentini di ciclismo quali Alessandro Bertolini, Gilberto Simoni e Maurizio Fondriest, vengano segnalate e valorizzate attraverso la predisposizione di cartelloni (uno alla partenza e uno all’arrivo) e di segnali di minori dimensioni ad ogni chilometro.

Tale sistema di segnaletica fornirà informazioni sulle caratteristiche del percorso, le località di partenza e di arrivo e le rispettive quote sul livello del mare, la lunghezza e il dislivello, la pendenza media, la pendenza massima, le pendenze dei singoli tratti, il grado di difficoltà. Saranno riportate note che evidenziano i punti di maggior interesse del territorio attraversato dal percorso. Il progetto parte con la salita da Trento al Monte Bondone, la prima e già attrezzata delle 20 individuate, che sarà seguita dalle altre diciannove salite, la cui segnaletica sarà disposta entro la prossima primavera in occasione del Giro d’Italia.

Il progetto è sicuramente interessante nell’ottica della promozione della nostra provincia quale territorio di elezione per il cicloturismo su strada. Vi è però una singolare coincidenza, sulla quale pare opportuno soffermarsi. Nel corso del 2012 un cittadino della Valsugana impegnato nei temi della valorizzazione del territorio, aveva presentato una proposta del tutto simile, che era stata portata formalmente all’attenzione della Provincia attraverso l’interrogazione n. 5060/XIV.

Con tale interrogazione si intendeva invitare la Provincia a predisporre una specifica segnaletica a beneficio dei cicloturisti che percorrono le nostre strade. La proposta prevedeva che tale segnaletica indicasse: “le destinazioni; le distanze tra le varie destinazioni; le altitudini; la pendenza; le località lungo la pista ciclabile; il grado di difficoltà del percorso; i siti di particolare pregio; gli eventuali punti di ristoro; il tipo di bicicletta adatta al percorso”. Veniva, inoltre, suggerito che la predisposizione della segnaletica in tal modo definita partisse dal passo del Manghen.

Nella risposta datata 29 gennaio 2013, il Vicepresidente f.f. della Provincia Alberto Pacher faceva testualmente riferimento a un progetto già elaborato dalla Provincia, che prevedeva “la valorizzazione delle strade che conducono alle cime dolomitiche rese famose dalle grandi gare ciclistiche, lungo le quali è prevista l’installazione di appositi sistemi di rilevamento e di informazione per i ciclisti”. Veniva, quindi, precisato che il progetto era in quel momento “sospeso in attesa del reperimento delle risorse economiche necessarie alla sua realizzazione” e che “la S.P. 31 che collega il passo del Manghen con la Valsugana e la valle di Fiemme” rientrava in tale progetto.

A seguito di tale risposta, nel marzo 2013 il promotore della proposta comunicava – come riportato anche sui quotidiani locali – la propria disponibilità “a finanziare la cartellonistica del passo del Manghen con finanziamenti privati anche personali”, evidenziando come, peraltro, trattandosi di una strada provinciale, fosse necessario acquisire “l’approvazione da parte della Provincia”.

La proposta e la sua disponibilità ad assumerne gli oneri finanziari non ebbero alcun riscontro da parte dell’Amministrazione provinciale, quella stessa Amministrazione che oggi presenta il proprio progetto, per il quale evidentemente ha ora reperito le necessarie risorse, “ideato” però dall’Accademia della Montagna e da Trentino Marketing, che della P.A.T. sono due articolazioni con finalità specifiche.

Premesso quanto sopra, si interroga il Presidente della Giunta provinciale per sapere:

  1. quali siano i termini temporali della predisposizione, da parte della P.A.T., del progetto di valorizzazione delle salite dolomitiche a cui fece riferimento il Vicepresidente f.f. Alberto Pacher nella risposta all’interrogazione n. 5060/XIV;
  2. per quale motivo l’Amministrazione provinciale, che non disponeva a quel tempo delle necessarie disponibilità finanziarie per implementare il progetto di cui al punto 1., non valutò opportuno accogliere la proposta formulata riguardante l’ideazione – senza alcun onere finanziario per l’ente pubblico – di una specifica segnaletica per le principali salite percorse dai cicloturisti e la sua concreta disposizione lungo la strada provinciale del passo del Manghen;
  3. quali siano i costi già sostenuti e quelli che saranno sostenuti dalla Provincia per l’ideazione e realizzazione del progetto “Grandi Salite del Trentino”, siano essi direttamente gravanti sul bilancio provinciale o siano essi sostenuti dall’Accademia della Montagna e da Trentino Marketing;
  4. su chi è previsto che ricada la responsabilità della manutenzione dei cartelli in oggetto e in quali modalità è previsto venga svolta.

A norma di regolamento, si chiede risposta scritta.

Cons. Claudio Cia

Esito dell'iniziativa

 

Interrogazione depositata il 14 ottobre 2015. L’iter sul sito del Consiglio provinciale: interrogazione n. 2198/XV

 

Risposta ricevuta il 2 maggio 2016: risposta interrogazione 2198 – segnaletica ciclismo passi alpini

 

 

Allegati citati nella risposta:

 

delibera 577 del 18 aprile 2016

allegato A

allebato B

allegato C

allegato D

 

 

 

L’articolo sul quotidiano “Trentino”: Cia: segnali gratis, perchè si disse no?

 

L’articolo su “Secolo Trentino”: Segnaletica per ciclisti sui passi alpini, Cia interroga la Provincia

 

 

 

Per approfondire:

 

Quotidiano “Trentino” – 28 settembre 2012: Lungo il Manghen cartelli per i ciclisti imitando i francesi

 

Quotidiano “Trentino” – 7 marzo 2013: Cartelli sul Manghen, la Provincia dice no. Pellanda: “Li pago io”

 

 

 

Una breve riflessione del 2012 di Maurizio di Giangiacomo: Cicloturismo, la lezione di Pellanda

 

«La cosa incredibile è che un’idea del genere non sia venuta agli ex ciclisti professionisti che si sono succeduti negli anni come consulenti dell’Apt di Trento per la Granfondo Charly Gaul, sul Bondone. E sì che di soldini ne sono stati spesi, per il rilancio della montagna di Trento…»

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