Siano resi pubblici i nomi degli “occupanti” di Trento

Dopo una breve premessa in cui dichiaro le note ovvietà – e cioè che a Trento abbiamo da tempo constatato come sia labile ogni traccia di ragionata amministrazione ed il Sindaco (ufficiale del Governo nonché tutore della legge) sembra più che altro essere trascinato dagli eventi -, veniamo a trattare le ultime pessime novità del momento. Finalmente il Sindaco del capoluogo sembra aver compreso quanto grave fosse il protrarsi della situazione di illegalità di cui si rendevano artefici i soliti sedicenti anarchici e, temendo l’ira dei cittadini esasperati, ha dato l’ordine di procedere allo sgombero del condominio ITEA occupato in via San Pio X a Trento.

Ebbene, per un dovere di trasparenza verso i trentini, mi sembra giusto parlare del denaro pubblico che è servito a ripristinare l’ordine. Il lodevole lavoro delle Forze dell’Ordine è costato alle casse pubbliche all’incirca 50.000 euro. Lo sgombero dell’ex asilo di via Manzoni è costato 35.000 euro. Va ricordato che solo per l’occupazione dell’ex dogana il tribunale ha emesso una sentenza nei confronti di un gruppo di anarchici per il recupero di circa 500.000 euro. L’ITEA prevede inoltre di costituirsi parte civile e richiedere grossomodo 30.000 euro di danni per ritardati introiti.

Il riassunto degli accadimenti più recenti mette così in luce le incapacità e gli errori di una politica che non sa curare gli interessi della collettività e che in verità occulta surrettiziamente un dato incontrovertibile: il Trentino è orami in balia di gruppi più o meno organizzati e nulla sembra si sta facendo per risolvere in maniera definitiva questo problema.

Sulle palesi ingiustizie non si può transigere: è giusto che siano resi noti i nomi di chi ha causato ingenti costi alla collettività. E’ giusto che la comunità conosca i nomi dei soggetti che interrompono manifestazioni regolarmente autorizzate, minacciano, danneggiano beni altrui, compiono veri e propri attentati. Come si pretende di avere sempre informazioni dettagliate sui beneficiari di un finanziamento, così chiediamo per trasparenza che sia resa nota l’identità dei personaggi le cui bravate determinano lo sperpero di denaro pubblico. La gente ha il diritto di sapere.

Rammento che anche venerdì 22 gennaio il centro storico di Trento era militarizzato da agenti antisommossa perché gli anarchici minacciavano di attaccare la sede di un partito politico. Questo sistema deve finire e bisogna ripristinare la certezza del Diritto. Machiavelli parlava di una qualità fondamentale che nel Principe non può mancare: l’essere presenti. Il solo modo di vedere i problemi è stare sul posto.

Premesso quanto sopra, si interroga il Presidente della Giunta provinciale per sapere:

  1. la provenienza e le generalità dei sedicenti anarchici che negli ultimi 5 anni hanno partecipato ad azioni illegali sul nostro territorio;
  2. quanti e quali immobili di proprietà della Provincia sono stati fatti oggetto di occupazione e/o danneggiamento;
  3. quali somme sono state stanziate negli ultimi 5 anni per far fronte al recupero degli immobili occupati, al ripristino dei danni e all’impiego della Forza pubblica sia statale che locale;
  4. se le precedenti spese imposte alla collettività per gli sgomberi sono state recuperate e in tal caso da chi e a quanto ammontano.

A norma di regolamento, si chiede risposta scritta.

Cons. Claudio Cia

Esito dell'iniziativa

 

Interrogazione a risposta scritta depositata il 25 gennaio 2016. L’iter sul sito del Consiglio provinciale: interrogazione 2578/XV

 

Risposta ricevuta l’11 aprile 2016: risposta interrogazione 2578 – occupazioni anarchici

 

 

 

L’articolo su “La Voce del Trentino”: Anarchici, 700 mila euro di danni. Cia: ora fuori i nomi

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