Soggiorno di charme per Assessori in Val di Fiemme pagato dall’ApT?

Ci è giunta segnalazione circostanziata che un Assessore della Giunta provinciale di Trento abbia goduto di un soggiorno/ferie presso uno suite Hotel in Val di Fiemme, struttura classificata come quattro stelle superior.

Il rinfrancarsi nel cuore delle Dolomiti, patrimonio dell’UNESCO, sarebbe stata sicuramentre un’ottima scelta per il nostro territorio se il costo dello stesso soggiorno non fosse stato addebitato, come pare, all’ApT della Val di Fiemme, con regolare fattura.

Probabilmente il reddito percepito da un nostro Assessore provinciale non è sufficiente per permettergli di pagare di tasca propria un soggiorno di charme. Si configurerebbe così, un nuovo ruolo delle ApT, come soggetto erogatore di “reddito di inclusione” per il sostegno al reddito di cittadini in difficoltà.

Premesso quanto sopra, si interroga l’Assessore competente per sapere:

  1. se è consuetudine che ad Assessori provinciali o ad altre figure istituzionali vengano pagati dalle ApT trentine soggiorni in pregevoli strutture alberghiere sul territorio?
  2. In caso di risposta affermativa, indicare chi ne ha beneficiato, quando, dove e con quale titolo negli ultimi cinque anni e l’ammontare annuale della spesa distinta per ciascuna ApT del Trentino.
  3. Per quanto concerne il soggiorno presso il “Suite Hotel Castelir” di Panchià, chi è l’Assessore che ne ha beneficiato, e se da solo o accompagnato? A quanto ammonta l’importo in fattura sostenuto dall’ApT della Val di Fiemme?
  4. Quale sarebbe il senso e il ritorno auspicato da queste operazioni di “promozione”?

A norma di regolamento, si chiede risposta scritta.

Cons. Claudio Cia

L’articolo sul quotidiano “Trentino” del 21 marzo 2018:

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