Cia (AGIRE): “Solidarietà al popolo catalano. Trentino e Catalogna non sono poi così diversi”.

Solo due settimane fa, l’1 ottobre 2019, ho voluto ricordare il secondo anniversario di quella che fu, a mio avviso, una lezione di democrazia da parte dei cittadini catalani che, nonostante i tentativi di repressione, si recarono alle urne e organizzarono manifestazioni pacifiche per dimostrare la loro distanza da Madrid.

A pochi giorni di distanza il tribunale supremo di Madrid ha pubblicato la sentenza di condanna di otto tra politici, uomini di cultura e della società civile le cui condanne superano se sommate, i 100 anni. Oltre a questo è stata riattivata la domanda di estradizione per Carles Puigdemont, che si è consegnato alle autorità belghe. È singolare l’utilizzo del pugno di ferro contro i leader indipendentisti per aver organizzato un referendum, col fine ultimo di esercitare un Principio sancito dalla Carta delle Nazioni Unite del 1945, e ribadito nel Patto internazionale sui diritti civili e politici (stipulato nell’ambito dell’ONU nel 1986): il principio di autodeterminazione dei popoli. Ora noi tutti sappiamo che il principio di autodeterminazione dei popoli può difficilmente trovare applicazione al fine della secessione della Catalogna: sia perché non è possibile mettere in discussione i confini nazionali così come sono stati definiti a seguito della II Guerra mondiale, sia perché i catalani non si trovano in una situazione di oppressione e si vedono riconosciuta un’ampia Autonomia dal Governo centrale. Tuttavia non è detto che la situazione non si possa ulteriormente migliorare, con la cessione di ulteriori competenze.

È bene che si sappia però che niente, nemmeno il principio di autodeterminazione e la voglia di ulteriore Autonomia dai Governi centrali, può mai giustificare l’utilizzo della violenza su cose e persone. In questi giorni abbiamo visto a Barcellona individui a volto coperto sfasciare le vetrine dei negozi, lanciare oggetti contro la polizia e appiccare incendi in ogni dove. Noi di AGIRE per il Trentino stiamo dalla parte – ed è bene che si sappia, visto che essi rappresentano la maggioranza tra i cittadini catalani – di coloro che organizzano manifestazioni pacifiche a sostegno dei loro ideali e condanniamo invece gli atti di chi distrugge e di chi fa del male.

Il nostro Trentino e la Catalogna non sono poi così diversi: anche noi a seguito della crisi economica del 2008, abbiamo subito una forte contrazione del gettito fiscale ma abbiamo visto anche l’avvio di pesanti politiche nazionali di rigore, imposte dai vincoli europei di stabilità e di bilancio, che hanno causato drastici tagli della spesa pubblica e hanno rafforzato il potere decisionale del Governo centrale a scapito della nostra Autonomia. Anche noi – e l’impugnazione da parte di questo Governo centralista della legge sull’assestamento di bilancio ne è la riprova – continuiamo a subire impugnative, il cui assommarsi non fa certo bene alla salute della nostra Autonomia. Infine anche noi, negli ultimi anni, abbiamo patito dalla mancanza di dialogo con il Governo centrale.

Mi unisco, per questo motivo, ai colleghi che vorranno dichiarare la loro solidarietà ai cittadini e alle Autorità catalane e auspico che queste manifestazioni portino a delle trattative con il Governo centrale di Madrid. Trattative che spero riguardino non solo la concessione di ulteriori forme di Autonomia, ma anche la condizione dei leader indipendentisti in prigione.

Cons. Claudio Cia

Esito dell'iniziativa

 

Lettera inviata ai quotidiani locali il 23 ottobre 2019.

 

 

 

Lascia un Commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.I campi obbligatori sono evidenziati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.