Sostituzione di referenti per la prevenzione della corruzione in Provincia: quali motivazioni?

Il Piano Nazionale Anticorruzione (P.N.A.), Legge 6 novembre 2012 n. 190 “Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella pubblica amministrazione” riporta testualmente nel proprio allegato 1 “Soggetti, azioni e misure finalizzati alla prevenzione della corruzione” che:

la revoca dell’incarico amministrativo di vertice o dirigenziale del soggetto cui sia stato conferito l’incarico di responsabile deve essere espressamente e adeguatamente motivata; inoltre, la revoca è comunicata alla C.I.V.I.T., che entro 30 giorni può formulare richiesta di riesame qualora rilevi che la revoca sia correlata alle attività svolte dal responsabile in materia di prevenzione della corruzione (art. 15 d.lgs. n. 39 del 2013); rimane fermo l’obbligo di rotazione e la conseguente revoca dell’incarico nel caso in cui nei confronti del dirigente responsabile della prevenzione siano avviati procedimenti disciplinari o penali (ex art. 16, comma 1, lett. l quater d.lgs. n. 165 del 2001)”.

Il senso di queste procedure è che il sistema garantisca che le strategie anticorruzione nazionali possano svilupparsi e modificarsi a seconda delle esigenze e del feedback ricevuto dalle amministrazioni, in modo da mettere via via a punto degli strumenti di prevenzione mirati e sempre più incisivi. In questa logica, come riportato espressamente, “l’adozione del P.N.A. non si configura come un’attività una tantum, bensì come un processo ciclico in cui le strategie e gli strumenti vengono via via affinati, modificati o sostituiti in relazione al feedback ottenuto dalla loro applicazione”.

Il 27 gennaio 2017 la Giunta provinciale delibera di approvare il Piano triennale per la prevenzione della corruzione e per la trasparenza 2017-2019 della Provincia autonoma di Trento. Il 26 gennaio 2018 la Giunta provinciale delibera di approvare il nuovo Piano triennale per la prevenzione della corruzione e per la trasparenza 2018-2020. L’unica differenza riscontrabile nei referenti di dipartimento per la prevenzione della corruzione e per la trasparenza sta nella sostituzione della dott.ssa Luisa Zappini con l’ing. Stefano De Vigili, per il Dipartimento protezione civile.

Con il comunicato stampa n. 199 del 5 febbraio 2018, la Provincia informava inoltre che “Stefano De Vigili, dirigente generale del Dipartimento Protezione civile della Provincia autonoma di Trento, è da oggi responsabile ad interim della Centrale Unica di Emergenza”, subentrando quindi al posto della Dirigente Luisa Zappini.

Premesso quanto sopra, si interroga il Presidente della Giunta provinciale per sapere:

  1. se siano stati assolti gli obblighi previsti dalla Legge 6 novembre 2012 n. 190 e riportati in premessa;
  2. quali siano le motivazioni che hanno portato alla sostituzione del responsabile in materia di prevenzione della corruzione, per il Dipartimento protezione civile.

A norma di regolamento, si chiede risposta scritta.

Cons. Claudio Cia

Esito dell'iniziativa

 

Interrogazione a risposta scritta presentata il 15 febbraio 2018. L’iter sul sito del Consiglio provinciale: interrogazione n. 5656/XV

 

 

Risposta ricevuta il 5 aprile 2018: risposta interrogazione 5656 – referenti anticorruzione

 

 

Nota alla risposta:

 

A parte il “difetto” formale riguardante la distinzione tra referente e responsabile, a quanto si capisce Rossi conferma che la causa della sostituzione della referente anticorruzione per il dipartimento della Protezione Civile e’ proprio quella che ci si aspettava: “…questa scelta è dipesa dall’evidente rilievo della situazione di potenziale conflitto di interessi”.

 

Un ulteriore tassello che conferma la linea da seguita nei rilevi sollevati riguardo al caso, in tutte le interrogazioni, e che che finora hanno trovato sempre conferma punto per punto.

 

Rimane il dubbio riguardo al fatto che, se a suo tempo la Giunta avesse accettato la mia richiesta di sospensione dal servizio per impedire l’inquinamento delle prove, forse la Procura non avrebbe avuto necessità di procedere all’arresto. Quindi Zappini ringrazi Rossi se è stata arrestata, perchè se la sarebbe “cavata” con la sospensione, rimasta inascoltata da Rossi & Co.

 

 

 

ALLEGATI:

 

 

PNA – Legge 6 novembre 2012

 

PNA, allegato 1 – prevenzione corruzione

 

Piano prevenzione corruzione 2017-2019

 

Piano prevenzione corruzione 2018-2020

 

 

 

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