La storia di Tania: famiglia trentina paga i disagi per la disonestà di altri. La Provincia tuteli gli onesti.

Numerose sono state le persone coinvolte nella truffa che ha portato alla condanna un dipendente della Comunità di Valle Alta Valsugana e Bersntol per aver disposto la liquidazione di contributi pubblici non dovuti riuscendo, con un articolato meccanismo, ad intascarsi delle somme di denaro pubblico. La truffa scoperta nel 2012 ha portato poi alla condanna dell’ex funzionario della Comunità a cinque anni e due mesi di carcere, all’interdizione perpetua dai pubblici uffici, ad un risarcimento di oltre 265 mila euro alla Comunità Alta Valsugana e Bersntol ed al pagamento di quasi 17 mila euro di spese di costituzione.

L’erogazione dei contributi è stata immediatamente bloccata e la Comunità di Valle ha richiesto ai beneficiari, di restituire anni di contributi indebitamente erogati. Una volta accertato l’ogni singolo caso per verificare che i beneficiari non fossero coinvolti consapevolmente nella truffa e fossero quindi in buona fede.

Ora, si ritiene doveroso occuparsi delle famiglie oneste e bisognose (risultate totalmente estranee alla truffa) chiamate a restituire le somme di denaro percepite, poiché si potrebbero trovare oggi in profonda difficoltà in seguito alla richiesta di restituzione delle somme da parte della Comunità.

Sebbene non avessero diritto al contributo, infatti, non avevano certo la responsabilità di vigilare sulla corretta assegnazione dello stesso ed in molti casi, trattandosi di famiglie in situazione di fragilità e debolezza, hanno modificato la propria vita in funzione dell’assegnazione di questo contributomagari accettando un lavoro part time per poter seguire un familiare con bisogno di assistenza, perdendo il diritto all’assistenza domiciliare ed il diritto ad usufruire gratuitamente del servizio. Muoversi, come nel caso della famiglia B.

In risposta ad interrogazione n. 1654/XV a risposta orale immediata del Collega Cia, proprio in relazione al situazione della famiglia B., l’allora Assessore Donata Borgonovo Re riferiva che:

“Ci è noto questo caso, come ci sono noti molti dei casi coinvolti in questa annosa vicenda, che purtroppo ha segnato molti utenti della Comunità Alta Valsugana e Bersntol. I confronti che l’amministrazione provinciale ha avuto con l’amministrazione della comunità di valle sono stati numerosi e ancora più frequenti in quest’ultimo periodo, perché ricordo che un altro consigliere si è interessato, come il consigliere Cia, a questa vicenda, che effettivamente è emblematica e confidiamo rappresenti un unicum nella storia della nostra Provincia. Quello che noi abbiamo convenuto, intanto, con la comunità di valle, che per la verità aveva comunque già disposto, per venire incontro alle esigenze delle famiglie in difficoltà, la possibilità non solo di rateizzare la restituzione delle somme che indebitamente sono state versate, naturalmente in gran parte in situazioni di assoluta buonafede dei riceventi… ma non pone nessun tipo di conseguenza in caso di mancato rispetto delle scadenze che sono previste per la restituzione rateizzata, quindi, come dire, c’è una grande disponibilità nei confronti di chi è chiamato a restituire le somme. Tuttavia, l’ipotesi sulla quale si sta lavorando con la comunità di valle, che richiede però tempi abbastanza lunghi e complessi, di analisi delle diverse situazioni, è quella di decurtare dalle somme ricevute indebitamente una parte che corrisponda all’aumento di eventuali altre spese sostenute dalle famiglie. Aumento dovuto al fatto che la condizione economico-patrimoniale del nucleo risultava incrementata dalla somma ricevuta erroneamente e, quindi, ha determinato non solo un maggiore esborso per l’accesso a taluni servizi, ma anche la comprovata perdita di chance riferibili a scelte effettuate, perché si faceva affidamento sulle somme percepite. Lei citava l’esempio del padre che ha rinunciato ad un lavoro a tempo pieno, riducendolo a part-time, per avere così la possibilità di seguire la figlia, sapendo di poter contare sulle risorse pubbliche. Questo procedimento è attualmente in corso, in particolare per quanto riguarda poi la verifica della possibile scelta fra una forfettizzazione della decurtazione oppure una sua personalizzazione – quindi non una somma uguale per tutti – basata, però, su documenti che consentano di costruirla. Ci stiamo lavorando e siamo tutti consapevoli che i casi sono meritevoli di attenzione.”

Ora, stando alle dichiarazioni rilasciate dal signor B. alla stampa sembrerebbe che sia stata già bloccata l’auto di una signora nella sua situazione, e comprensibile è la preoccupazione che anche a loro venga bloccata la macchina (omologata per il trasporto disabile). Persone e famiglie oneste, già messe a dura prova nella vita, che si trovano vittime ora di una situazione a dir poco paradossale.

Tutto ciò premesso, si interroga il Presidente della Provincia per sapere:

  1. quanti siano i beneficiari coinvolti nel caso esposto in premessa, dei quali sia stata accertata la buona fede e l’estraneità alla truffa alla CDV, e quale sia ad oggi la somma richiesta dalla CDV a ciascuno di essi;
  2. se come dichiarato in risposta all’interrogazione 1654/XV dall’allora Assessore Borgonovo Re, per venire incontro alle esigenze delle famiglie in difficoltà sia stata convenuta con la CDV la possibilità non solo di rateizzare la restituzione delle somme che indebitamente sono state versate, ma anche l’assenza di qualsiasi tipo di conseguenze in caso di mancato rispetto delle scadenze previste per la restituzione rateizzata e nel caso se ad oggi, al contrario di quanto concordato, vi siano state conseguenze per qualche beneficiario in caso di mancato rispetto delle scadenze e nel caso quali siano state;
  3. se come dichiarato in risposta all’interrogazione 1654/XV dall’allora Assessore Borgonovo Re sia stata ipotizzata una soluzione che preveda di decurtare dalle somme ricevute indebitamente una parte che corrisponda all’aumento di eventuali altre spese sostenute dalle famiglie e nel caso, quali siano gli sviluppi ;
  4. come si intenda operare in concreto al fine tutelare quelle persone e famiglie oneste, già messe a dura prova nella vita, che si sono trovate coinvolte in questa vicenda ed ora sono vittime di una situazione a dir poco paradossale.

A norma di regolamento, si chiede risposta scritta.

primo firmatario: cons. Maurizio Fugatti (Lega Nord)

altro firmatario: cons. Claudio Cia (Agire)

L’articolo sul quotidiano “l’Adige” del 17 ottobre 2016:

oggi-si-parla-del-caso-bailoni

Esito dell'iniziativa

 

Interrogazione presentata il 27 ottobre dal collega cons. Maurizio Fugatti, che ho naturalmente sottoscritto. L’iter sul sito del Consiglio provinciale: interrogazione n. 3686/XV

 

 

 

L’articolo su “Il Dolomiti”: Zeni: siamo vicini alla famiglia Bailoni, ma alle casse della Comunità di Valle oggi manca più di 1 milione di euro

 

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