Tempesta Vaia: favorire il ripristino per evitare il rischio idrogeologico e aumentare la distanza minima da strade e sentieri.

La tempesta Vaia è stata l’evento più distruttivo mai registrato nelle foreste italiane. Infatti –secondo il report pubblicato nel dicembre 2018 dalla Direzione Foreste del Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari, Forestali e del Turismo – rispetto ai crolli da vento in Trentino del 4 novembre 1966 (con venti a duecento chilometri orari e schianti stimati pari a 700.000 metri cubi), con Vaia (venti a più di 190 chilometri orari) sono stimati 41.000 ettari e 8,5 milioni di metri cubi dil egname a terra. Per rendersi conto del danno causato da questa tempesta, basti pensare che gli 8,5 milioni di metri cubi abbattuti rappresentano circa sette volte la quantità di legname ad usoindustriale che le segherie italiane riescono a lavorare in un anno.

Considerato che a questi danni si aggiungono quelli che gli esperti definiscono “danni secondari”, ovvero il rischio che le infestazioni da bostrico provochino la morte di almeno un altro milione (fino ad un milione e mezzo) – dati del giornale “Trentino” del 10.07.2019 – e che l’assenza di alberi in zone e pendii a rischio idrogeologico indebolisca il potere di protezione del bosco rispetto all’ambiente, facendo aumentare allagamenti, frane e valanghe.

Secondo una stima della Provincia Autonoma di Trento sono stati oltre quattrocento i sentieri danneggiati per un totale di duemila chilometri di percorso da ripristinare. Secondo i dati ufficiali della Pat – che evidenziano come la zona più colpita sia il Trentino orientale, ma anche in quella occidentale si registrano sentieri inagibili – aggiornati al 25 giugno scorso, i tracciati alpini ancora chiusi, del tutto o in parte, sono ancora uno su tre, un numero che complessivamente supera abbondantemente le quattrocento unità. A questi – inoltre – vanno aggiunti altri quattrocento sentieri non classificabili come tracciati alpini ma ugualmente impercorribili. Va tenuto presente che questi percorsi si trovano spesso in aree boscose difficilmente raggiungibili da mezzi pesanti e presentano danni dovuti sia alla caduta degli alberi, sia da frane e smottamenti che hanno eroso ipassaggi. E’ inoltre notizia del 26 giugno scorso l’ultimo intervento del soccorso alpino, entrato in azione per portare in salvo tre escursionisti che si erano persi nel labirinto di alberi schiantati dalla tempesta Vaia nel territorio del comune di San Pietro in Cadore.

Infine si ritiene importante sottolineare il significante numero di schianti postumi che bloccano strade e sentieri causando traffico, incidenti e bloccando le operazioni di ripristino. Constatato inoltre che – vista la necessità di prevenire analoghi eventi futuri – alcuni esperti sostengono la necessità di una ricostituzione pianificata del bosco attraverso la messa a dimora di alberi in grado di ridurre il rischio idro-geologico. Tutto ciò in virtù del fatto che un ripristino “spontaneo” non garantisce la crescita di piante in grado di porre al riparo i nostri cittadini da allagamenti, frane e valanghe. Oltre a ciò non è detto che le piante sopravvissute e quelle presenti nel sottobosco siano “più forti” o “più resistenti” di quelle precedenti in quanto fortemente debilitate dal passaggio della tempesta Vaia.

Tutto ciò premesso,

il Consiglio della Provincia autonoma di Trento impegna la Giunta provinciale

  1. a favorire – nelle operazioni di rinverdimento delle zone colpite dalla Tempesta Vaia e laddove ciò sia possibile – la ricostituzione pianificata del bosco attraverso la messa a dimora di alberi in grado di ridurre il rischio idrogeologico;
  2. ad aumentare – nei boschi e lungo le vie extra-urbane alberate – la distanza minima di messa a dimora delle piante rispetto a strade e sentieri usufruibili da cittadini, addetti ai lavori (guardia forestale, ecc…) e soccorsi in modo da ridurre il rischio che gli schianti degli alberi blocchino eventuali operazioni di soccorso, da facilitare eventuali lavori di ripristino e da evitare che la presenza di alberi abbattuti sul fondo stradale causi incidenti o traffico.

Cons. Claudio Cia

Esito dell'iniziativa

 

Proposta di mozione presentata l’11 luglio 2019. L’iter sul sito del Consiglio provinciale: mozione n. 98/XVI

 

 

 

 

L’iniziativa della Provincia di Trento: Sarà aggiornato il Protocollo per la gestione degli alberi ai bordi delle strade statali e provinciali

 

 

 

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