La trappola dell’accoglienza, Zeni: migranti senza status rifugiato “non hanno alcuna prospettiva”

Quali prospettive sono previste per quei migranti, la grande maggioranza, che non ricevono lo status di rifugiati? Lo chiedeva il consigliere provinciale di Agire, Claudio Cia, che pare non avere gradito la risposta da parte dell’Assessore Luca Zeni.

Cia partiva da alcuni numeri: al 30 giugno 2016, su 252 migranti che hanno ottenuto risposta dalla Commissione che valuta le domande di protezione internazionale, ben 179, cioè il 72%, non hanno ottenuto risposta positiva. “Significa che la maggior parte delle persone che accogliamo in Trentino non hanno diritto allo status di rifugiati e, quindi, cosa fanno queste persone in Trentino? Come si mantengono?”, chiedeva il consigliere.

L’Assessore Zeni scrive che “le persone richiedenti protezione internazionale a cui non sia concesso alcun tipo di riconoscimento non hanno più titolo per rimanere sul territorio dello Stato italiano e quindi non hanno alcuna prospettiva in proposito”.

Cia si dice basito per la risposta ricevuta da Zeni: “Una risposta dissennata, che evidenzia come sulla gestione dell’accoglienza la Giunta navighi a vista e sia in totale balìa delle scellerate scelte fatte dal Governo romano, altro che autonomia”. E rincara la dose: “Sbiascicare due righe sconclusionate per dire che questi soggetti non hanno alcuna prospettiva è un insulto all’intelligenza. Si tratta di un modello di accoglienza fine a sé stessa, senza la garanzia di una sicurezza sociale per queste persone. È normale che se non si danno possibilità concrete, la via più facile da seguire è quella dello spaccio, dei piccoli furti, oppure, come dimostrano le sempre più numerose segnalazioni, della prostituzione”.

Il consigliere di Agire chiedeva infatti alla Giunta se fosse al corrente del nuovo fenomeno della prostituzione maschile, segnalando i casi più evidenti nella zona dei “Murazzi” e in via Brennero a Trento, dove la notte si possono notare giovani migranti a lato strada, che offrono prestazioni sessuali agli automobilisti di passaggio. L’Assessore Zeni sembra sbeffeggiare Cia, riportando testualmente che “si crede che sia informazione comune che vi siano molte giovani straniere che si prostituiscono sul territorio provinciale”.

“Questo significa non aver nemmeno letto il quesito posto, oltre a lasciare intendere un totale menefreghismo verso il fenomeno”, replica Cia che lancia una stoccata all’Assessore: “E sì che di tempo per dare una risposta più intelligente l’Assessore dovrebbe averne visto che ultimamente non si presenta neppure agli incontri sul territorio”, citando il recente incontro in Val di Cembra sulla chiusura delle guardie mediche, disertato dall’Assessore.

Il consigliere chiedeva inoltre quali sono le previsioni di nuovi arrivi in Trentino nei prossimi mesi e anni, anche alla luce delle proiezioni delle previsioni nazionali. Nessuna previsione. Zeni scrive infatti che: “non si è in grado di fare previsioni, se non osservare il trend di crescita che si è verificato negli ultimi tre anni a partire dal 2014”.

Sconsolato per le risposte, Cia conclude parlando di “trappola dell’accoglienza”. “Si difende un’accoglienza senza limiti, ma ciò che si difende veramente è il giro di affari che gravita intorno alla stessa, le persone passano in secondo piano”.

cons. Claudio Cia

Esito dell'iniziativa

 

Comunicato inviato alla stampa l’1 settembre 2016.

 

 

L’interrogazione e la risposta: Gestione dei migranti in Trentino, un’accoglienza fine a sé stessa senza prospettive per il futuro.

 

 

 

L’articolo su “La Voce del Trentino”: La trappola dell’accoglienza, Zeni risposnde a Cia, migranti senza status rifugiato “non hanno alcuna prospettiva”

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