Trentino Sviluppo: i risultati piangono, i consulenti ridono…

La ragion d’essere delle società volute dalla Provincia (13 società controllate e 9 partecipate) dovrebbe consentire a questa di potersi avvalere di organizzazioni caratterizzate da un elevato livello di specializzazione. In realtà non e così. Ad esempio, l’ingenuo sottoscritto si attenderebbe che una società con la mission, i numeri (dipendenti 131, tra i quali 5 Dirigenti e la bellezza di 18 Quadri) e le risorse in termini di know-how di Trentino Sviluppo non abbia bisogno di ricorrere a consulenze esterne. Ebbene, no!

Non solo Trentino Sviluppo commissiona numerose e costose consulenze sia in provincia sia fuori, ma addirittura l’importo di tali consulenze è aumentato dai 434.431 euro del 2014 ai 611.438 euro nel 2015, fino al 15 ottobre. Tale impennata va, evidentemente, in controtendenza in un momento in cui tutte le Amministrazioni pubbliche sono chiamate a controllare severamente le proprie spese.

Quanto al merito di tali consulenze esaminiamo quella più onerosa. Circa 80.000 euro di incarico assegnato ad una azienda milanese, conferito direttamente dalla costola di Trentino Sviluppo che si occupa di turismo, ossia Trentino Marketing, riguardante “lo sviluppo di un progetto per la definizione e la comunicazione della strategia turistica provinciale” che avrebbe trovato giustificazione nella “mancanza di personale interno con competenze necessarie”.

La domanda sorge spontanea. Se Trentino Marketing non possiede al proprio interno tali competenze, a quale scopo è stata creata? Com’è possibile spiegare ai cittadini che la Provincia ha creato una struttura che dovrebbe promuovere le eccellenze trentine e che, quando si tratta di mettere a punto progetti che vadano in tal senso, si limita a fare da passacarte tra la Provincia e aziende di consulenza extraprovinciali? Come sono stati selezionati i dipendenti di Trentino Sviluppo che fanno capo a Trentino Marketing?

I cittadini hanno maturato la convinzione che sia il momento che la Provincia faccia chiarezza e inizi a disboscare la foresta delle società partecipate e/o controllate da parte degli enti pubblici, che sono spesso ricettacolo di inefficienze e di decisioni di stampo clientelare.

Leggi l’interrogazione completa:

Trentino Sviluppo: i risultati piangono, i consulenti ridono…

La ragion d’essere delle società volute dalla Provincia dovrebbe essere quello di consentire a questa di poter avvalersi di organizzazioni caratterizzate da un elevato livello di specializzazione nei settori di riferimento e capaci pertanto di garantire lo svolgimento efficiente ed efficace di servizi ordinari a beneficio dei cittadini, la promozione di processi produttivi innovativi e l’infrastrutturazione del territorio, la definizione di un sistema integrato di azioni e di interventi che concorrano a disegnare le politiche di infrastrutturazione e di promozione del Trentino come articolazione di attività riconducibili ai moderni approcci al marketing territoriale.

Sul piano normativo tali società, secondo quanto recita l’articolo 33 della legge provinciale n. 3/2006, sono createper l’esercizio di funzioni e per l’organizzazione e per la gestione di servizi pubblici riservati al livello provinciale nonché per lo svolgimento di attività di servizio strumentali alle attività istituzionali”. Le società controllate dalla P.A.T. sono:

  1. Cassa del Trentino;
  2. Inter Brennero S.p.A.;
  3. Trentino Sviluppo S.p.A.;
  4. Itea S.p.A.;
  5. Informatica Trentina S.p.A.;
  6. Patrimonio del Trentino S.p.A.;
  7. Trentino Network S.r.l.;
  8. Trentino Riscossioni S.p.A.;
  9. Trentino School of Management S. Cons. a.r.l.;
  10. Trentino Sviluppo S.p.A.;
  11. Trentino Trasporti Esercizio S.p.A.;
  12. Trentino Trasporti S.p.A.;
  13. Trento Fiere S.p.A.;

Vi sono poi altre 9 società partecipate dalla Provincia, operative nei settori aeroportuale, autostradale, bancario e creditizio, commerciale e industriale a livello internazionale, previdenziale e sanitario, ferroviario e della distribuzione di energia elettrica.

Concentriamo ora la nostra attenzione su Trentino Sviluppo. La home page del sito aziendale recita testualmente così:

Trentino Sviluppo favorisce lo sviluppo sostenibile del sistema trentino. È promotore di azioni e servizi volti a supportare la crescita dell’imprenditorialità e la capacità di fare innovazione, sostenendo la collaborazione tra imprese e lo sviluppo di filiere e cluster strategici per il territorio. Trentino Sviluppo promuove il territorio in modo unitario e cerca di valorizzarlo in tutti i suoi punti di forza, dal settore turistico, settore di primaria importanza, all’innovazione promossa dalle aziende e allo sviluppo di filiere produttive”.

La mission viene così definita: “…Favorire lo sviluppo sostenibile del Trentino attraverso azioni e servizi volti a supportare la crescita della capacità imprenditoriale e di innovazione del territorio con azioni di promozione dei fattori di attrattività, operando in una logica di rete secondo principi di imprenditorialità, innovazione, coesione sociale, qualità della vita, del lavoro e dell’ambiente per costruire il Trentino del futuro…”.

Nel 2014, Trentino Sviluppo ha impiegato quali dipendenti 131 (centotrentuno) persone, tra le quali 5 Dirigenti e la bellezza di 18 Quadri. La retribuzione media lorda dei 18 Quadri nel 2014 è stata pari a 64.273,39 euro, corrispondenti a un netto mensile (calcolato su 13 mensilità) pari a 2.985,77 euro. Per i 5 Dirigenti abbiamo anche i dati relativi al 2015, con una retribuzione media lorda pari a 121.119,42 euro, corrispondenti a un netto mensile (calcolato su 13 mensilità) pari a 5.037,28 euro. Anche questi dati sono reperibili sul sito istituzionale.

L’organizzazione di Trentino Sviluppo si articola in cinque aree operative:

  1. Staff al Consiglio di Amministrazione;
  2. Dipartimento Attività Economiche;
  3. Dipartimento Internalizzazione, Attrazione e Sviluppo Imprese;
  4. Dipartimento Turismo e Promozione;
  5. Direzione Affari Generali.

Le cifre che ho poc’anzi riportato sono di tutto rispetto. Così come di tutto rispetto sono i curricula dei dirigenti e, in termini complessivi, di tutti i dipendenti di Trentino Sviluppo. Qualcuno, come il sottoscritto, potrebbe ingenuamente pensare che la Provincia autonoma di Trento, attraverso Trentino Sviluppo – che ha, tra l’altro, incorporato anche Trentino Marketing – si sia dotata di un’organizzazione in grado di elaborare, con le molteplici e articolate competenze dei propri Dirigenti, dei propri Quadri e di tutti gli altri dipendenti, progetti di promozione, incubazione e start-up di impresa, di studio e applicazione di soluzioni produttive innovative relative sia alla realizzazione di beni sia allo sviluppo di servizi, di promozione del territorio trentino sia sul piano dell’attrattività turistica sia sul piano dell’attrattività per iniziative imprenditoriali, che qui potrebbero nascere oppure trovare condizioni favorevoli per crescere e svilupparsi.

L’ingenuo sottoscritto si attenderebbe, pertanto, che una società con la mission, i numeri e le risorse in termini di know-how di Trentino Sviluppo non abbia bisogno di ricorrere a consulenze esterne per l’ideazione di campagne di comunicazione, piuttosto che per definire percorsi di efficientamento e sviluppo delle società funiviarie, per progettare il rifacimento del sito www.visittrentino.it oppure per consulenze in materia di privacy. Ebbene, no! L’ingenuo sottoscritto si sbaglia di grosso. Non solo Trentino Sviluppo acquista numerose e costose consulenze sia in provincia sia fuori provincia, ma addirittura l’importo di tali consulenze è aumentato dai 434.431 euro del 2014 ai 611.438 euro nel 2015, fino al 15 ottobre (anche questi dati sono disponibili sul sito web www.trentinosviluppo.com). Quindi, a due mesi e mezzo dalla chiusura dell’esercizio dobbiamo già rilevare un’impennata dei costi rispetto al 2014. Tale impennata va, evidentemente, in controtendenza in un momento in cui quasi tutte le Amministrazioni pubbliche sono chiamate a controllare severamente le proprie spese.

Quanto al merito di tali consulenze, poi, esaminiamo subito quella più onerosa. Circa 80.000 euro sono stati assegnati all’azienda milanese Axteria Spa, specializzata “nell’aiutare le imprese a raggiungere loro obiettivi strategici di sviluppo, ristrutturazione o rilancio”. L’incarico, conferito direttamente dalla costola di Trentino Sviluppo che si occupa di turismo, ossia Trentino Marketing, riguarda “lo sviluppo di un progetto per la definizione e la comunicazione della strategia turistica provinciale” e avrebbe trovato giustificazione nella “mancanza di personale interno con competenze necessarie”. A questo punto, l’ingenuo osservatore si deve dare un pizzicotto, per convincersi di non trovarsi su Marte o su qualche altro pianeta ancor più lontano. Dunque, ricapitoliamo. Trentino Marketing, realtà societaria – e qui non rileva che sia stata incorporata in Trentino Sviluppoappositamente creata per sviluppare progetti di promozione e di comunicazione strategica dell’offerta turistica provinciale, dichiara di non avere al proprio interno personale capace di sviluppare tali progetti e si rivolge a una società esterna. E qui la domanda sorge spontanea. Se Trentino Marketing non possiede al proprio interno tali competenze, a quale scopo è stata creata? Com’è possibile spiegare ai cittadini che la Provincia ha creato una struttura che dovrebbe promuovere le eccellenze trentine e che, quando si tratta di mettere a punto progetti che vadano in tal senso, si limita a fare da passacarte tra la Provincia autonoma di Trento e aziende di consulenza extra provinciali? Come sono stati selezionati i dipendenti di Trentino Sviluppo che fanno capo a Trentino Marketing?

I cittadini hanno maturato la convinzione che sia il momento che la Provincia faccia chiarezza e inizi a disboscare la foresta delle società partecipate e/o controllate da parte degli enti pubblici, che sono spesso ricettacolo di inefficienze e di decisioni di stampo clientelare.

Tutto ciò premesso, si interroga la Giunta provinciale per sapere:

  1. perché, in una fase particolarmente difficile sul piano del controllo dei costi pubblici, Trentino Sviluppo Spa abbia potuto aumentare in modo consistente nel 2015 i costi sostenuti per consulenze rispetto a quanto speso nel 2014;
  2. se ritiene accettabile che, all’interno di Trentino Marketing – Trentino Sviluppo, non vi sia personale dotato delle competenze necessarie a mettere a punto la definizione e la comunicazione della strategia turistica provinciale;
  3. quali siano i dettagli e le singole voci del contratto stipulato con Axteria S.p.A. per la definizione e la comunicazione della strategia turistica provinciale;
  4. quali siano i contenuti, il monte-ore, i docenti e i rispettivi curriculum del “Corso di Alta Formazione per le competenze manageriali”, realizzato da Trentino School of Management e indirizzati a 11 dipendenti di Trentino Sviluppo, che ha sostenuto i costi di tale iniziativa, pari a 25.000,00 euro;
  5. come si possa giustificare, con una struttura organizzativa nella quale sono preposti a occuparsi di questioni giuridiche un Direttore e due Vicedirettori Affari Generali, un Direttore, un Vicedirettore e un ulteriore funzionario nell’Area Legale e contratti, la necessità di ricorrere a consulenze esterne in materia di commercio elettronico e diritto del web (15.000,00 euro per il 2015) e in materia di privacy (12.160,00 euro per il 2015 e i primi tre mesi del 2016), osservato che su tali materie esistono riferimenti ben individuabili sul piano della produzione normativa, delle giurisprudenza e della dottrina;
  6. se e quali siano le direttive trasmesse dalla Giunta provinciale al Consiglio di Amministrazione di Trentino Sviluppo in ordine al contenimento dei costi per consulenze esterne;
  7. se non ritenga opportuno assegnare al Consiglio di Amministrazione di Trentino Sviluppo l’incarico di progettare un’azione che, valorizzando al massimo grado possibile le competenze già presenti in azienda, porti alla formulazione di un bilancio delle competenze, disaggregato per singolo dipendente e aggregato per l’intera organizzazione, al fine di mettere a fuoco e di utilizzare in modo più appropriato il personale in organico, ottenendo risparmi significativi sulle consulenze assegnate all’esterno.

A norma di regolamento, si chiede risposta scritta.

Cons. Claudio Cia

Esito dell'iniziativa

 

Interrogazione depositata il 3 novembre 2015. Segui l’iter sul sito del Consiglio provinciale: interrogazione n. 2319/XV

 

Risposta ricevuta il 13 aprile 2016: risposta interrogazione 2319 – consulenze Trentino Sviluppo

 

 

 

 

L’articolo sul quotidiano “l’Adige”: Claudio Cia critica le consulenze di controllate e partecipate

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