Truffa da 5 milioni all’Azienda Sanitaria, che avvia i recuperi da 40 disabili: chi doveva controllare?

Difficile dimenticare la maxi truffa perpetrata ai danni dell’APSS della Provincia di Trento balzata agli onori della cronaca il 15 giugno 2011, quando fu eseguito l’arresto della ex dipendente, M.A.C.

Era inimmaginabile, allora, che dall’APSS, con la sua solida catena di comando, apparati di controllo e sistemi informatici d’avanguardia, qualcuno potesse sottrarre con tanta disinvoltura, tra il 2007 e il 2011, circa 5 milioni di euro, almeno tanti sono stati quelli accertati.

In concomitanza con l’arresto, la Procura della Repubblica dispose il sequestro di tutta la documentazione inerente le pratiche di rimborso agli assistiti, oggetto di indagine.  In data 1° aprile 2016 il nucleo di Polizia tributaria della Guardia di Finanza di Trento, riconsegnò all’APSS quella documentazione sottoposta quindi ad attento esame. Ciò che in assenza di riscontro documentale era emerso in prima ipotesi, con la disponibilità della documentazione, le posizioni già individuate come “anomale”, ahimè, trovarono conferma.

Emerse che ben 40 siano gli utenti a cui sono stati erogati dei rimborsi per spese che in alcuni casi risultano “non coerenti”, addirittura illogiche, come pare di capire; in altri casi, invece, sono stati riconosciuti rimborsi superiori rispetto a quanto previsto dalle norme vigenti. Non è ancora stato reso pubblico l’oggetto dei rimborsi e non è dato sapere se ci sia stata tacita complicità o buona fede da parte dei beneficiari.

Sta di fatto che tali rimborsi costituiscono per l’APSS “un indebito oggettivo” (quando la prestazione è eseguita in forza di un titolo inesistente o inefficace, ex art. 2033 c.c.) tanto da indurla ad attivare, con delibera n. 5 del 12 gennaio 2017, procedure di recupero.

Premesso quanto sopra, si interroga la Giunta provinciale per sapere:

  1. per quanti anni l’ex dipendente, M.A.C. ha istituito pratiche e autorizzare i rimborsi agli assistiti;
  2. come mai a distanza di anni si è proceduto alla richiesta di restituzione di contributi erogati dall’APSS nei confronti di soggetti disabili come da deliberazione dell’APSS n. 5 del 12 gennaio 2017.
  3. se sono già stati attivati i rimborsi e con quali modalità;
  4. in quanti hanno già provveduto ai rimborsi di quanto indebitamente ricevuto.
  5. Da cosa derivano gli importi da restituire? Fornire documentazione dettagliata.
  6. A cosa si riferiscono i “rimborsi di spese non coerenti, o in eccedenza ai limiti, rispetto a quanto previsto dalla normativa provinciale vigente tempo per tempo”? Fornire documentazione dettagliata.
  7. Da cosa è costituito “un indebito oggettivo”? Fornire documentazione dettagliata.
  8. I dirigenti preposti al controllo dell’ex dipendente M.A.C. come hanno potuto permettere, tra il 2007 e il 2011, rimborsi non dovuti e sottrazione indebita per circa 5 milioni di euro – quelli accertati –  senza accorgersi di nulla?
  9. Chi erano i dirigenti preposti al controllo dell’ex dipendente M.A.C., quale qualifica rivestivano – e rispettiva indennità – al tempo dei fatti, e quale quella che ricoprono attualmente con rispettiva indennità?
  10. Perché non è stato ravvisato a loro neanche il “difetto di vigilanza”?
  11. Tra il 2007 e il 2011, i dirigenti da cui dipendeva l’operato dell’ex dipendente M.A.C, hanno ricevuto premi di produzione per obiettivi raggiunti? In tal caso quantificarne l’ammontare.
  12. Quali sono stati gli esiti dell’indagine, sicuramente disposta in un caso così eclatante, della Corte dei Conti?
  13. Nel caso in cui non ci fossero stati rilievi e indagini da parte della Corte dei Conti, se ne chiede la motivazione, dato che risulta evidente dalla stessa adozione della delibera già citata, con la quale si tenta di recuperare l’indebito percepimento, un danno accertato alle casse pubbliche.

A norma di regolamento, si chiede risposta scritta.

 

Cons. Claudio Cia

Cons. Giacomo Bezzi

Cons. Manuela Bottamedi

Cons. Maurizio Fugatti

 

L’articolo sul quotidiano “l’Adige” del 3 marzo 2017:

L’articolo sul quotidiano “l’Adige” del 3 marzo 2017:

 

Esito dell'iniziativa

 

Interrogazione a risposta scritta presentata il 2 marzo 2017. L’iter sul sito del Consiglio provinciale: interrogazione n. 4168/XV

 

Risposta ricevuta il 19 aprile 2017: risposta interrogazione 4168 – truffa APSS

 

 

 

Allegati:

 

Delibera Apss n.5 del 12 gennaio 2017

 

Riepilogo recupero somme

 

 

 

Il servizio su RTTR:

 

 

Il servizio sul TGR:

 

 

Il servizio su Trentino TV:

 

 

 

 

L’articolo su “Il Dolomiti”: Caso Cappelletti-APSS, l’Azienda chiede la restituzione di quasi 200 mila euro. Cia: recuperano da 40 disabili una truffa da 5 milioni

 

 

L’articolo sul quotidiano “Trenitno”: Trento, l’Apss chiede a 40 disabili 181 mila euro «non dovuti» 

 

 

L’articolo su “La Voce del Trentino”: Maxi truffa Cappelletti, ora l’APSS chiede la restituzione di 181 mila euro a 40 disabili trentini

 

 

 

Le foto della conferenza stampa:

 

 

 

 

 

 

 

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