L’università di Sociologia, Cia (Agire): spettacolo che spalanca al ripetersi degli errori e degli orrori degli anni 70

Ho letto con sincero rammarico la cronaca circa quanto si è verificato prima e durante la conferenza di Fausto Biloslavo, famoso giornalista di fronte che i “soliti democratici” hanno tentato di zittire per la seconda volta.  Infatti, l’incontro con Biloslavo era stato programmato anche due settimana fa su iniziativa di Udu, noto sindacato studentesco tutt’altro che accostabile a ideali conservatori. In quella occasione, a causa delle eccessive e violente contestazioni dei soliti noti figli dei fiori, l’incontro non aveva potuto tenersi e l’università aveva addotto come scusa (ancorché verificata ma poco convincente) il fatto che l’aula dove doveva parlare il giornalista non fosse stata prenotata per tempo. Alla fine l’incontro si è tenuto in questi giorni, nonostante prima dell’inizio vi fossero vari contestatori armati di tanta cattiveria, di striscioni recanti “fuori i fascisti dall’Università” e nonostante il fatto che si siano verificati dei tafferugli in via Verdi, prima e durante la riunione.

Quello che si più dire alla fine di questa vicenda surreale è che anche questa volta gli estremisti l’hanno fatta da padroni e che la facoltà di Sociologia, prima facoltà in Italia e tra le migliori del Paese, è divenuta di nuovo teatro di scontri ideologici che ci riportano indietro nel tempo, gli anni 70, dove proporio da questa facoltà sono nati e sono partiti gruppi eversivi e terroristi, che hanno paralizzato il nostro paese Italia per quasi un decennio.  Anche stavolta abbiamo assistito al tentativo dei rissosi di tentare di impedire in libero esercizio delle libertà costituzionali le quali, secondo costoro, sarebbero previste solo a senso unico e sicuramente non per chi la pensa diversamente da loro (ammesso che questi pensino effettivamente e non siano semplicemente dogmatici).

È vergognoso che in una città d’incontro e di solidarietà come Trento vi sia ancora chi fa valere le proprie idee con la prevaricazione e la violenza, infischiandosene del vivere civile e dei diritti degli altri. Credo che la tanto decantata ed inviolabile “autonomia universitaria” vada difesa e fatta valere prevenendo questi e simili atti antidemocratici e di violenza, ad esempio riprendendo il controllo di tutti gli spazi della facoltà o impedendo che la facciata della stessa venga usata con arroganza come “bacheca pubblica”. Mi sento comunque di condividere la massima di Norberto Bobbio affissa ieri dall’Università : “Ho imparato a rispettare le idee altrui, a capire prima di discutere, a discutere prima di condannare”.

Claudio Cia – Assessore regionale e Consigliere di AGIRE per il Trentino

 

La lettera sul quotidiano “Corriere del Trentino” del 5 novembre 2019:

Esito dell'iniziativa

 

Lettera inviata ai media locali il 2 novembre 2019.

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