Vaccinazioni obbligatorie? Una proposta per coniugare l’opportunità di intervenire, con le preoccupazioni di alcune famiglie.

Nel mezzo della polemica sulle vaccinazioni, tra chi vorrebbe impedire ogni obbligo di qualunque vaccinazione e chi, per contro, vorrebbe imporre un obbligo a tutte le vaccinazioni, anche quelle “raccomandate”, il consigliere provinciale Claudio Cia propone una soluzione di mediazione con un nuovo disegno di legge. La questione “vaccino sì o no” è un tema che continua ad essere al centro di un acceso e infinito dibattito tra favorevoli e contrari. In Italia, secondo una recente indagine condotta dall’Osservatorio Nazionale sulla salute dell’infanzia e dell’adolescenza (Paidòss), quattro genitori su dieci hanno paura di vaccinare.

Il ddl che Cia propone, intende introdurre l’obbligo di vaccinazione per l’accesso agli asili nido (e strutture equivalenti) per le sole vaccinazioni obbligatorie (ovvero: antidifterica, antipoliomielitica, antitetanica e vaccinazione contro l’epatite virale B), quindi escludendo le cd. vaccinazioni raccomandate, per le quali il consigliere punta invece sul potenziamento dell’informazione, al fine di consentire a tutti i genitori di poterne comprendere l’importanza e l’opportunità.

La scelta di prevedere l’obbligo vaccinale esclusivamente per i servizi educativi per la prima infanzia ed in particolare per la fascia di età da zero a tre anni – riporta in premessa il Consigliere di Agire -, è motivata in quanto trattasi di servizi socio-educativi per la prima infanzia, che come tali non incidono in “materia scolastica”, vale a dire in tema di istruzione, diritto costituzionalmente garantito. Il dispositivo del disegno di legge lascia comunque la possibilità di differimento o di omissione della vaccinazione in caso di accertati rischi per la salute del bambino in relazione a specifiche condizioni cliniche.

Quanto alle motivazioni che evidenziano l’esigenza di intervenire, Cia riprende quanto contenuto in una recentissima sentenza del T.A.R. Friuli Venezia Giulia (Trieste Sez. I, Sent., 16.01.2017, n. 20), nella quale il giudice respinge il ricorso di alcuni genitori, ai cui figli non vaccinati era stato negato l’accesso al nido in forza di uno specifico provvedimento comunale. Nella sua motivazione il T.A.R. sottolinea infatti che, nel delicato tema del rapporto tra interesse individuale (a non vaccinare i propri figli) ed interesse pubblico alla tutela della salute, il primo deve regredire rispetto al secondo, poiché l’inserimento in un asilo “comporta di necessità la convivenza dei bambini in un ambiente ristretto, per cui la mancanza di vaccinazione, per un elementare principio di precauzione sanitaria, si ripercuoterebbe sulla salute degli altri, anche quelli con particolare debolezze e fragilità immunitarie”. E ancora, il T.A.R. evidenzia che su tale delicata materia, la situazione oggettiva è sensibilmente mutata negli ultimissimi anni, “per la diminuzione della copertura vaccinale dei bambini e per l’esposizione al contatto con soggetti extracomunitari provenienti da Paesi in cui anche malattie debellate in Europa sono ancora presenti, tra cui quelle oggetto delle quattro vaccinazioni obbligatorie”.

Il consigliere evidenzia inoltre i dati (2015) riportati dal Portale dell’epidemiologia per la sanità pubblica (a cura del Centro nazionale per la prevenzione delle malattie e la promozione della salute dell’Istituto superiore di sanità), dai quali si apprende (fonte Ministero della salute ) che la copertura per vaccinazioni previste entro i 24 mesi di età nella Provincia di Trento è quasi sempre sotto la media nazionale, ed è sempre sotto la media nazionale per quanto riguarda le vaccinazioni obbligatorie.

Questo ha portato Claudio Cia alla presentazione del disegno di legge, che mira a coniugare l’opportunità di intervenire tempestivamente, accogliendo comunque le preoccupazioni di quanti vedono negativamente una eventuale estensione dell’obbligo anche alle vaccinazioni raccomandate, come peraltro già proposto in altre regioni.

Cons. Claudio Cia

Esito dell'iniziativa

 

Comunicato inviato ai media locali il 9 febbraio 2017.

 

 

 

Vai al disegno di legge: Obbligo di vaccinazione per l’accesso ai servizi socio-educativi per la prima infanzia

 

 

 

 

 

L’articolo su “l’Adige” del 18 marzo 2017:

 

 

 

 

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