Inserimento della Valle di Cembra nella lista dei siti che costituiscono il patrimonio dell’umanità UNESCO

La Valle di Cembra è una valle del Trentino, situata sulla sinistra idrografica del fiume Adige e attraversata dal torrente Avisio. Essa si presenta come una stretta valle a “V”, con versanti a pendenza molto elevata. Il versante destro è caratterizzato dalla presenza di terrazzamenti vitati che fissano coraggiosamente il fianco del versante e contribuiscono ad aumentare la fama della leggendaria viticoltura eroica di montagna. Il versante sinistro è invece caratterizzato da grandi cave di porfido, l’oro rosso della valle. E’ bene ricordare che la Valle di Cembra è stata inserita nel Catalogo “Paesaggi rurali storici d’Italia” realizzato dal Ministero per le Politiche Agricole, Alimentari e Forestali in occasione dei 150 anni di Unità d’Italia.

La Valle di Cembra è la culla viti-enologia trentina. A dimostrarlo è stato il ritrovamento – all’inizio del XIX secolo – di una situla, ovvero di un recipiente (risalente alla seconda Età del Ferro – ovvero dal IV al II secolo a.C.) utilizzato per contenere vino da offrire agli Dei nelle cerimonie religiose. Oltre a ciò, documenti come le Carte di Regola dei vari Comuni piuttosto che l’Urbario di Cembra e Lisignago (risalente al 1288 d.C.), offrendo uno spaccato sulle attività produttive in Valle di Cembra nel Medioevo (agricoltura, silvo-coltura e pastorizia) ci mostrano le prime e più antiche forme di libertà aziendale e personale dell’Europa Medievale: in queste terre liberi contadini concessionari delle proprietà della nobiltà diventano capostipiti di auto-gestione, autogoverno o – più semplicemente – Autonomia.

E’ importante ricordare che i vigneti della Valle di Cembra rappresentano uno dei paesaggi viticoli più fortemente identitari e riconoscibili d’Italia. Proprio per questo motivo, soprattutto negli ultimi anni, sono stati utilizzati per rappresentare la viticoltura trentina all’interno di grande manifestazioni come Vinitaly ed Expo 2015. Questa viticoltura “eroica” è resa possibile grazie ai terrazzamenti sostenuti da 708 chilometri di muretti a secco, ovvero un particolare tipo di muro costruito con blocchi di pietra opportunamente disposti e assemblati, senza uso di leganti o malte di alcun genere. Ciò, oltre all’immenso valore paesaggistico, permette uno sviluppo della biodiversità nel vigneto ed evita, vista l’elevata permeabilità, l’accumulo nel terreno di pesticidi, diserbanti e concimi.

Le piramidi di Segonzano sono probabilmente la meta turistica più conosciuta della Valle di Cembra. Uniche in tutto il Trentino, esse sono delle snelle, altissime colonne di materiale morenico – formatesi circa 50.000 anni fa – che si assottigliano verso l’alto e sorreggono un grosso masso in sommità che, se di forma piatta e leggermente inclinato, ripara efficacemente dalla pioggia i sedimenti sotto di sé, proteggendoli così dall’erosione. Le piramidi di Segonzano si suddividono in tre gruppi che sono visitabili da escursionisti e turisti durante tutto il corso dell’anno (salvo nevicate), seguendo il sentiero attrezzato. Il percorso scorre in un bosco misto di conifere e latifoglie che offre nei mesi estivi un sicuro refrigerio al turista oltre a numerosi punti panoramici con scorci mozzafiato. E’ bene evidenziare che le piramidi di terra non sono eterne e che esse necessitano quindi di un’adeguata tutela e protezione.

In Valle di Cembra si trovano molte Chiese antiche: dalle Chiese di S. Giorgio e S. Floriano a Giovo, a quella di S. Leonardo a Lisignago, al santuario della Madonna dell’Aiuto a Segonzano, alla Chiesa di S. Biagio di Albiano e infine a quelle di S. Rocco e S. Maria di Cembra. La Chiesa di San Pietro, situata nel centro del paese di Cembra, è il vero gioiello di arte sacra della valle. Tant’è vero che è stata definita “la più bella chiesa gotica della valle e può essere annoverata tra gli esiti più pregevoli dell’architettura sacra trentina della prima metà del Cinquecento”.

Nel corso della storia, la Valle di Cembra è stata meta di molti artisti (si pensi agli acquerelli cembrani di Albrecht Dürer o alle litografie di Joanna von Isser Grossrubatscher) e teatro di molte battaglie di cui – ancora oggi – si vedono i segni (a Faver si possono osservare numerosi fori di proiettili su alcune case). Segue ad esempio alle battaglie dell’invasione napoleonica (ritratte anche in un quadro) la distruzione di gran parte del castello di Segonzano. I ruderi dell’antico maniero – la cui torre pare risalire addirittura ad una torre di guardia romana, anche se il castello è una tipica fortezza medievale – si possono raggiungere e visitare facilmente: si trovano a pochi passi dall’abitato di Piazzo di Segonzano. Sempre da questo periodo sono stati mutuati dalla popolazione molti modi di dire e alcuni piatti tipici.

In Valle di Cembra si sono sviluppate molte tradizioni, alcune comuni ad altri paesi del Trentino (“la canta della Stella”) altre più squisitamente tipiche di questa valle. Ne è un esempio la Canta dei Mesi, manifestazione allegorica cembrana che si svolgeva già nel Settecento e che rappresenta la vita nei campi scandita dal ciclo dei mesi e delle stagioni. Altro esempio sono i riti dei coscritti (il rogo dell’asino a Palù di Giovo o del pino a Grauno), tra cui emerge il “Trato marzo” rievocato ogni anno sopra gli abitati di Grumes (dove si rievoca anche il “Macalut”), Sover e Montesover. Oltre a ciò è da ricordare il Palio Raglio di Cembra, divertente parodia del celebre Palio di Siena, con una gara che si corre in notturna nel centro storico a dorso d’asino anziché di cavallo, nel pieno rispetto dell’animale.

Quello della Valle di Cembra è un paesaggio non riproducibile, frutto dell’interazione tra l’uomo e l’ambiente, dove la gente ha creato un modo originale di vivere, di sviluppare le arti e di lavorare. E’ da notare che da secoli queste persone vivono, amano, dissodano e lavorano la terra con grandi sforzi sviluppando modelli di gestione del paesaggio, di cooperazione e di autogoverno. Si ritiene quindi necessaria una maggior valorizzazione di questo territorio, dei suoi prodotti e del “popolo” cembrano, obiettivo che si potrebbe raggiungere attraverso l’inserimento della Valle di Cembra (che diventerebbe il secondo sito in Trentino dopo le Dolomiti) all’interno della lista dei siti Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Alla luce del conferimento di tale riconoscimento a siti con caratteristiche affini (si pensi al recente inserimento delle Colline del Prosecco, piuttosto che i paesaggi vitivinicoli e castelli di Langhe-Roero e Monferrato, colline, cantine e maisons della Champagne, climats della Borgogna o alle miniere del Sulcis-Iglesiente in Sardegna o quelle di Wieliczka in Polonia) e delle caratteristiche di questa valle risulta evidente come il raggiungimento di questo scopo appaia a portata di mano. Tutto ciò premesso,

il Consiglio della Provincia autonoma di Trento impegna la Giunta provinciale

ad attivare e sostenere l’iter necessario all’inserimento della Valle di Cembra nella lista dei siti che costituiscono il patrimonio dell’umanità UNESCO.

Cons. Claudio Cia

 

L’articolo sul quotidiano “Trentino” dell’11 ottobre 2019:

Esito dell'iniziativa

 

Proposta di mozione depositata il 22 agosto 2019, approvata il 10 ottobre 2019 con un emendamento della Giunta. L’iter sul sito del Consiglio provinciale: mozione n. 105/XV

 

 

 

 

 

L’articolo su “Agenzia giornalistica Opinione”: Cia (AGIRE) valorizzazione territorio: la Valle di Cembra diventi patrimonio UNESCO, un paesaggio non riproducibile da valorizzare

 

 

L’articolo su “Gazzetta delle Valli”: Valle di Cembra patrimonio Unesco: mozione di Cia (AGIRE)

 

 

L’articolo sul “Trentino” online: Cembra, primo paso verso l’UNESCO

 

 

 

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