Villa Ischia a Riva del Garda: perché da sempre una gestione unica ad una sola cooperativa?

Lo scrivente Consigliere ha ricevuto molteplici segnalazioni, riguardanti l’espansione inarrestabile ed esponenziale di una cooperativa rivana, coop Mimosa. I fatturati milionari della società, sembrerebbero tuttavia essere ricondotti, in modo assolutamente dominate, a commesse pubbliche o parapubbliche; è dovere pertanto dello scrivente consigliere prendere atto del grande valore e della competitività rara di questa società, ma nello stesso tempo verificare che tali commesse assegnate lo siano nel rispetto della trasparenza e della libera concorrenza, imparzialità ed economicità a vantaggio della pubblica amministrazione.

La cooperativa parrebbe aggiudicataria della gestione della realtà “Villa Ischia” di Riva del Garda, già oggetto di molteplici interrogazioni da parte di altri esponenti politici ed articoli a mezzo stampa. Tale realtà è stata creata nell’anno 1994 e parrebbe che da “sempre” la cooperativa Mimosa ne sia stata e ne sia tutt’ora il soggetto gestore, seppur a fronte di costi molto elevati per la pubblica amministrazione. Ruolo determinante in tale struttura è stato assunto dal dottor Lucio Matteotti, seppur lo stesso impegnato su molteplici altri fronti della cooperativa in incarichi affini ed analoghi, ovviamente sempre retribuiti, alla coop Mimosa; oltre che costantemente impegnato in altre cariche di rilievo in realtà “parapubbliche” e non solo.

La stessa Mimosa, come da ampio risalto sulla stampa mediatica, ha dovuto risarcire dieci o più operatori impiegati nell’appalto di Villa Ischia, per mancate retribuzioni. Era sorto spontaneo da parte di molteplici soggetti istituzionali e sindacali chiedersi per quale ragione il committente non avesse vigilato e non fosse intervenuto con provvedimenti verso la cooperativa aggiudicataria, ma di fatto vi è solo che la coop Mimosa è continuata ad essere, come sempre, l’aggiudicataria monopolista dell’importante commessa in questione.

E’ importante inoltre chiedersi e valutare, al di là dei pubblici encomi e solenni elogi che ogni anno puntualmente e costantemente vengono riservati dai rappresentanti politici ed istituzionali, quale sia il costo complessivo a carico della collettività e del contribuente, a fronte del numero di utenti; in tempi di ristrettezze economiche e di tagli di servizi altrettanto o primari nella stessa sanità, con un numero ben più alto di utenti complessivi, è fondamentale accendere i riflettori ed attivare un’analisi accurata su realtà che paiono certo importanti, ma forse che possono correre il rischio di divenire appannaggio di una coop privilegiata da tanto, (forse troppo?) tempo.

Sorge infine spontaneo come sia possibile, se ciò venisse confermato corrispondente al vero, dato per l’appunto che lo scrivente consigliere ha il dovere di verificare per sgomberare il campo da qualsiasi equivoco o chiacchiericcio, che una società sia aggiudicataria per decenni di un appalto tanto importante per importo in essere e tanto più di fronte a casi gravi come quelli accertati di mancati pagamenti degli operatori coinvolti nella commessa, magari pure in presenza di precisi impegni contrattuali ed autocertificazioni.

Tutto ciò premesso e considerato il sottoscritto consigliere provinciale interroga il Presidente della Provincia per sapere:

  1. se corrisponde al vero che la struttura Villa Ischia, fondata nel 1994, è stata gestita ed è gestita dalla coop Mimosa ed in ogni caso il ruolo che quest’ultima per esso assume formalmente tramite assegnazione di commesse, appalti, servizi o incarichi da parte della p.a. in tale struttura;
  2. da quanti anni Mimosa assume incarichi per la gestione diretta o indiretta di servizi per Villa Ischia, in cosa consistano precisamente detti incarichi, l’importo annuo fatturato negli ultimi cinque anni, da quale anno Mimosa ha assunto incarichi dalla creazione di tale struttura, il numero degli operatori di Mimosa coinvolti, il ruolo assunto a livello formale e di fatto dal dottor Lucio Matteotti per ciascun anno a Villa Ischia, sia con la presenza di Mimosa che senza;
  3. se la carica di Direttore responsabile di Villa Ischia riferita al dottor Lucio Matteotti fosse attribuita a titolo individuale o perché componente della Cooperativa Mimosa; precisamente se corrisponde al vero che contemporaneamente assumesse altri incarichi direttivi o esecutivi per altre strutture, come nel caso del centro diurno di Tione, a titolo individuale o come soggetto di riferimento della cooperativa mimosa;
  4. se corrisponde al vero che lo stesso ha assunto il ruolo di vicepresidente e – o di presidente della coop Mimosa e se si in quali anni rispettivamente e se durante tali cariche, avesse ruolo operativo nella gestione di Villa Ischia;
  5. se per l’assegnazione degli incarichi – appalti – servizi, affidati alla coop Mimosa, per Villa Ischia, sia stato effettuato un confronto concorrenziale, o gara d’appalto e se affermativamente il numero concreto dei soggetti competitori invitati all’asta pubblica, nonché se il bando è stato assegnato sulla base di criteri discrezionali di merito – tecnici, oppure del tutto oggettivi – matematici dell’offerta economicamente più bassa;
  6. se corrisponde al vero che gli ultimi due bandi, se realizzati, hanno previsto un numero esiguo di concorrenti (si desidera ricevere il numero effettivo dei partecipanti) e che il bando, per un soggetto esterno che lo giudica, possa sembrare, apparentemente ed indirettamente, quasi “a senso unico”;
  7. se l’amministrazione pubblica abbia comparato il costo dell’esternalizzazione rispetto alla gestione interna e quali siano i risparmi a vantaggio della p.a., derivanti dall’affidamento alla cooperativa Mimosa;
  8. se l’amministrazione ha valutato i costi di tale struttura rispetto al numero di utenti coinvolti, e pertanto si chiede il costo totale per ciascun anno, negli ultimi cinque anni, di Villa Ischia; il numero degli utenti fissi per ciascun anno, sempre riferito agli ultimi cinque anni, per desumere il costo proporzionale per valutarne le evidenti opportunità;
  9. gli incarichi assegnati da Apss o dall’amministrazione provinciale alle cooperative Ulisse e – o Garda 2015 ed eventualmente in particolare nell’ambito della struttura Villa Ischia, in quanto realtà che gravitano sempre attorno all’importante network cooperativa Mimosa;
  10. in relazione alla sentenza che ha accertato le responsabilità della coop Mimosa circa il mancante pagamento di quanto dovuto ai dipendenti utilizzati nell’appalto Villa Ischia, come sia possibile che l’amministrazione provinciale non abbia preso alcun tipo di provvedimento contro il soggetto aggiudicatario, soprattutto perché la stessa doveva ottemperare realmente alle prescrizioni del capitolato, applicando integralmente le norme contrattuali vigenti e come sia possibile ancor più che ciò non abbia costituto elemento di valutazione nei successivi affidamenti che come nulla fosse si sono succeduti;
  11. se tali inadempienze (non posso usare il termine irregolarità non avendo seppur per il momento accesso ai documenti), sono state tenute presente nel rinnovo consueto e “naturale” dell’incarico;
  12. se il legale rappresentante di Mimosa nell’aggiudicazione dell’appalto avesse proceduto a rilasciare autodichiarazione sostitutiva dell’atto notorio, pertanto con assunzione di responsabilità penalmente perseguibile, circa il trattamento da riservare ai lavoratori coinvolti ed il loro trattamento nonché gli impegni assunti per il rispetto del capitolato; ciò perché evidentemente se così fosse l’amministrazione provinciale a fronte della sentenza che ne ha accertato il contrario aveva il dovere di procedere e se affermativamente perché non abbia proceduto;
  13. come l’amministrazione provinciale intenda provvedere per il futuro perché per la gestione di tale struttura, nel rispetto dei principi di trasparenza, libera concorrenza del mercato, efficienza dell’azione amministrativa ed economicità, avvenga tramite un bado concorrenziale realistico e con la partecipazione di molteplici concorrenti e non di una rosa ristretta di partecipanti, senza generare alcun vantaggio diretto o indiretto, sebbene in modo non voluto, volto a portare l’assegnazione a senso unico sempre al medesimo aggiudicatario, considerato che parrebbe che praticamente sempre l’aggiudicazione avvenga alla coop Mimosa;
  14. come e se ritenga l’amministrazione aggiudicataria siano state rispettate le normative, tanto più per gli importi milionari della commessa in essere, rispettate le normative di libera concorrenza e se ritenga l’amministrazione provinciale di poter eventualmente sostenere eventuali verifiche ed ispezioni delle Autorità Garanti Preposte.

A norma di regolamento, si chiede risposta scritta.

Cons. Claudio Cia

L’articolo sul quotidiano “Trentino” del 17 maggio 2018:

L’articolo sul quotidiano “l’Adige” del 19 maggio 2018:

Esito dell'iniziativa

 

Interrogazione a risposta scritta presentata il 16 maggio 2018, in attesa di risposta. L’iter sul sito del Consiglio provinciale: interrogazione n. 5963/XV

 

 

 

 

L’articolo sul quotidiano “Trentino” online: Cia: “Vanno chiariti i rapporti fra Mimosa e Fioracongressi”.

 

 

 

 

In allegato anche un estratto dal bilancio sociale di Mimosa… come si evince, il fatturato è passato da 4 milioni del 2005 a 8 milioni di euro nel 2016, il tutto in tempo di massima crisi economica, dove tutti diminuivano i fatturati e calavano, e gran parte soldi pubblici:

 

 

 

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