Vizi di legittimità per la deliberazione del Comune di Rovereto che modifica l’organizzazione delle strutture?

1) Con propria deliberazione n.118 di data 01 agosto 2016 avente ad oggetto “Struttura organizzativa comunale – Attuazione del cambiamento nell’ottica della semplificazione, dell’accorpamento e dell’ammodernamento – modifiche delle competenze dei servizi e degli uffici” e relativi allegati che ne sono parte integrante, la Giunta comunale di Rovereto è intervenuta con modifiche radicali nell’assetto organizzativo delle strutture, dell’organigramma e della pianta organica comunale.

L’adozione della deliberazione non è di competenza della Giunta comunale, ma invece del Consiglio comunale, secondo quanto disposto dall’Art.28, comma 3, lettera d) del Testo Unico delle leggi regionali sull’ordinamento dei Comuni della Regione Autonoma Trentino-Alto Adige” approvato con DPReg. 1 febbraio 2005 n.3/L che attribuisce al Consiglio comunale la competenza deliberatoria, quindi la competenza assoluta, sulla “disciplina del personale non riservata alla contrattazione collettiva e le dotazioni organiche complessive”. Pertanto nella deliberazione della Giunta comunale di Rovereto n.118 di data 01 agosto 2016 si ravvisa vizio di legittimità per incompetenza e in violazione di legge in quanto adottata da un Organo (la Giunta comunale) non competente a deliberare poiché la materia è esplicitamente attribuita dalla legge al Consiglio comunale.

Al riguardo e quale aggravante, occorre anche sottolineare come traspaia la volontà precisa di escludere il Consiglio comunale dalla conoscenza preventiva degli atti, nonché dall’esame e trattazione della materia di sua competenza e di sostituirsi ad esso, posto che per l’adozione della predetta deliberazione si è attesa la pausa estiva dei lavori del Consiglio comunale, con la prevista e disposta riconvocazione dell’Organo consiliare soltanto a partire dal mese di settembre 2016.

Il sopra citato del Testo Unico delle leggi regionali sull’ordinamento dei Comuni della Regione Autonoma Trentino – Alto Adige” approvato con DPReg. 1 febbraio 2005 n.3/L è però perentorio nel disporre le competenze rispettivamente del Consiglio comunale e della Giunta comunale e non ammette vicendevoli sostituzioni nei provvedimenti deliberatori e amministrativi di rispettiva competenza. La competenza dell’Organo deliberante è uno degli elementi essenziali per la validità della deliberazione, che nel caso di specie manifesta invece motivo di nullità poiché adottata dalla Giunta comunale mentre l’Organo competente è il Consiglio comunale.

2) La deliberazione della Giunta comunale di Rovereto n.118 di data 01 agosto 2016, al nono capoverso della terza pagina della premessa riferisce espressamente: “…l’Amministrazione comunale, su proposta del Direttore generale, ha quindi condiviso di procedere alla riorganizzazione della struttura organizzativa comunale…” risulta pertanto, con inequivocabile chiarezza, che il proponente del provvedimento non è un Organo del Comune titolato, ma una figura di nomina politica e fiduciaria quale il Direttore generale. Questo peraltro risulta ulteriormente confermato da specifico atto denominato “Consultazione Atti: Visualizzazione di dettaglio” pubblicato nel sito internet – Albo Pretorio On-Line del Comune di Rovereto.

Inoltre dall’esame del provvedimento si nota che il Direttore generale, di nomina politica e fiduciaria, non solo cura l’istruttoria della sopra richiamata deliberazione, ma rilascia anche il “Parere in ordine alla regolarità tecnico–amministrativa”, nonostante l’istruttoria delle deliberazioni degli Organi del Comune sia di specifica competenza del Segretario comunale come disposto dall’Art.37, comma 2, DPReg. 1 febbraio 2005 n.3/L e dall’Art.44, comma 2, DPReg. 1 febbraio 2005 n.2/L ed inoltre nonostante il “Parere in ordine alla regolarità tecnico–amministrativa” debba essere rilasciato dal Responsabile della struttura o, in sua vece, dal Segretario generale, come disposto dall’Art.81 DPReg. 1 febbraio 2005 n.3/L.

Al riguardo occorre ricordare che le predette competenze restano in capo al Segretario comunale anche nel caso in cui sia nominato il Direttore generale, come disposto dall’Art.42, comma 1, DPReg. 1 febbraio 2005 n. 2/L – “Testo Unico delle Leggi Regionali sull’Ordinamento del Personale dei Comuni della Regione Autonoma Trentino – Alto Adige”.

Si evidenzia quindi ulteriore violazione di legge, che anche nel caso la deliberazione fosse stata assunta dall’Organo competente (il Consiglio comunale) è però motivo di annullabilità della deliberazione, poiché il Direttore generale peraltro in un contesto che favorisce visibilmente proprio in Direttore generale, si sostituisce nelle funzioni che la legge inequivocabilmente e tassativamente assegna al Segretario comunale.

3) L’Art.42, comma 2, DPReg. 1 febbraio 2005 n.2/L “Testo Unico delle Leggi Regionali sull’Ordinamento del Personale dei Comuni della Regione Autonoma Trentino – Alto Adige” dispone che “Il direttore generale è nominato dal sindaco che lo sceglie tra il segretario dell’Ente, un dirigente di ruolo ovvero un dirigente assunto con contratto a tempo determinato”. Pertanto, presupposto e requisito necessario per l’incarico di Direttore generale è quello di essere in già possesso della qualifica di “Dirigente” al momento della nomina.  Tale dispositivo è recepito dall’Art.110 del vigente “Regolamento Organico del Personale dipendente e di organizzazione degli uffici e servizi del Comune di Rovereto” che, per quanto riguarda l’ “Accesso al posto” di Dirigente (Tabella B) rinvia espressamente alle modalità di accesso di cui al “Testo Unico delle Leggi Regionali sull’Ordinamento del Personale dei Comuni della Regione Autonoma Trentino – Alto Adige” DPReg. 1 febbraio 2005 n.2/L, che all’Art. 37, comma 2, dispone che “Le qualifiche dirigenziali sono attribuite mediante concorso pubblico. Possono essere assegnate per concorso interno non più della metà, per difetto, delle qualifiche messe a concorso. Nel caso di unica qualifica messa a concorso di procede mediante concorso pubblico”.

Dal “curriculum vitae” presentato dall’attuale “nominato” all’incarico di Direttore generale del Comune di Rovereto e agli atti del Comune di Rovereto, si può constatare che il medesimo proviene dai ruoli della Provincia Autonoma di Trento ed è “Funzionario amministrativo” della Provincia Autonoma di Trento e con tale qualifica in comando presso il Comune di Rovereto.

Da questo si desume che alla data della pubblicazione del Bando di data 2 ottobre 2015 N.prot.48375/2015 di “Procedura selettiva pubblica per l’assunzione con contratto a tempo determinato di un dirigente cui conferire l’incarico di “Direttore Generale” “, il sopra citato “Funzionario amministrativo” non possedeva la qualifica di “Dirigente” prevista dall’Art.42 del DPReg. 1 febbraio 2005 n.2/L quale presupposto imprescindibile per l’accesso alla selezione pubblica e successiva nomina concernente l’incarico di “Direttore generale” del Comune di Rovereto ed in mancanza di tale qualifica, il sopra citato “Funzionario amministrativo” non poteva ottenere l’ammissione a tale selezione né in conseguenza poteva ottenere l’incarico di Direttore generale del Comune di Rovereto.

Premesso quanto sopra, si interroga la Giunta regionale per sapere:

  1. a) se al di là e a prescindere da funzioni di controllo, ma valutando gli aspetti di legittimità sulla base della normativa regionale di riferimento e in relazione a quanto illustrato in premessa al punto 1) della presente interrogazione citando proprio la normativa regionale, la deliberazione della Giunta comunale di Rovereto n.118 di data 01 agosto 2016 e che dovrebbe divenire esecutiva il 14/08/2016 manifesti vizi di legittimità per incompetenza dell’Organo deliberante e violazione di legge così determinando la nullità del provvedimento;
  2. b) per quale motivo e con quale ritenuta ma non riconoscibile legittimazione sulla base della citata normativa regionale al punto 2) della presente interrogazione e a quanto evidenziato al punto 2) della presente interrogazione, il “Direttore generale” del Comune di Rovereto si sia sostituito al Segretario comunale e, indipendentemente da quanto forma oggetto del precedente quesito a), se questo rientri nelle cause di annullabilità;
  3. c) se, con riferimento a quanto esposto nel punto 3) della premessa alla presente interrogazione, debba essere annullata la nomina all’incarico di “Direttore generale” nella persona dell’attuale nominato e riaperto l’accesso all’incarico derivante dalla graduatoria dell’attuata selezione pubblica.

A norma di regolamento, si chiede risposta scritta,

Cons. Claudio Cia

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