La notizia riportata dalla stampa sulle consulenze autorizzate dall’ASUIT a favore di strutture private extra regionali, con compensi che arriverebbero fino a 1.100 euro all’ora, è grave e impone un chiarimento immediato. Da anni la Provincia aumenta le risorse destinate alla sanità pubblica. Lo fa perché vengono rappresentate carenze di personale, difficoltà nei reparti, liste d’attesa e problemi nel garantire risposte tempestive ai cittadini. Ma se, mentre si chiedono continuamente nuove risorse pubbliche, emergono autorizzazioni per attività private pagate a cifre di questa portata, lo sforzo compiuto ad ogni bilancio provinciale rischia di apparire incomprensibile, se non ridicolo, agli occhi dei cittadini.
Non è una questione contro i medici, né contro la professionalità di chi opera nella sanità. Il punto è la coerenza del sistema. Non ci si può limitare a dire che è tutto formalmente in regola: davanti a un servizio pubblico che fatica a garantire risposte, esiste anche un evidente problema di opportunità, trasparenza e responsabilità istituzionale. Se il servizio pubblico è in sofferenza, come si giustifica che figure apicali o altamente specialistiche possano dedicare tempo ad attività esterne, addirittura fuori provincia, mentre i cittadini attendono visite, esami, interventi e prese in carico?
ASUIT deve spiegare con chiarezza quante autorizzazioni siano state concesse, per quante ore, a quali condizioni, con quali criteri di compatibilità e se nei reparti interessati esistano carenze, liste d’attesa o criticità organizzative.
C’è poi un ulteriore punto che non può essere sottovalutato: la politica non può limitarsi ad apprendere dai media notizie di questa rilevanza. In un settore strategico come la sanità pubblica, chi ha responsabilità di indirizzo e controllo deve poter disporre di un quadro trasparente, completo e tempestivo.
La sanità pubblica non si difende solo aumentando i fondi. Si difende governando bene le risorse, garantendo priorità ai cittadini trentini e assicurando che le professionalità cresciute nel sistema pubblico siano prima di tutto al servizio del pubblico. Su questo serve una verifica seria, senza polemiche personali, ma con pieno rispetto per i cittadini e per le risorse che la comunità trentina investe nella propria sanità.
Claudio Cia
Consigliere provinciale di Forza Italia
L’articolo su “l’Adige” del 26 giugno 2026:
Comunicato inviato ai media locali il 24 giugno 2026.
L’articolo su “l’Adige online” del 2 luglio 2026: Asuit, Cia: consulenze fino a 1.100 euro l’ora compatibili con la sanità pubblica?





